
Si chiama Josepha Natividad Zelaja ed è stata guarita per intercessione della Madonna di Lujan, della quale sono molto devoti gli argentini e ora, in particolare, anche Papa Francesco. Ed è stata lei a raccontare alla segretaria dell’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio di essere stata miracolata da Giovanni Paolo II negli anni Ottanta. La rivelazione è stata presentata da “Chi”, nel numero in edicola domani.
Josepha vive nel quartiere di Flores, dove è nato e cresciuto Bergoglio. Negli Anni 80 si sottopose a una serie di accertamenti, scoprendo di essere malata di un tumore all’intestino vicino alla metastasi. sapendo dell’arrivo di Papa Wojtyla in Argentina e, si armò di preghiere e pazienza, riuscendo a incontrarlo. Successe nella cattedrale di Nostra Signora di Luján (la più famosa della capitale), quando lei si mescolò a un gruppo di persone che dovevano ricevere una speciale benedizione. “Mi avvicinai al Papa e caddi in ginocchio, piangendo”, racconta a “Chi”, “toccandogli l’orlo dell’abito talare bianco, poi le sue mani. Sentivo che non erano come quelle di tutti. Non era, come posso dire, perdonatemi se non uso un’espressione giusta, una mano umana, la sua, quando mi toccò la testa, accarezzandomi”.
E da lì a poco le metastasi sparirono. “La prova di ciò che dico sono questi documenti”, che Josefa mostra. Papa Francesco è legato a doppio filo a questa storia. Anni più tardi, infatti, Josefa incontrò la segretaria di padre Bergoglio e le spiegò quanto le era capitato. “Lei mi propose subito di incontrare l’arcivescovo, al quale avrei dovuto riferire la mia storia”. Padre Jorge, racconta Josefa, rimase molto colpito, fino alle lacrime. Al punto che le regalò una fotografia di Wojtyla, sulla cui testa vola una colomba bianca, dicendole “Quello che ti è capitato è un miracolo di Giovanni Paolo II, tieni questa foto sempre con te”.
