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Papa Francesco, una Quaresima tra speranza e scandali curiali

Papa Francesco prende le sacre Ceneri nella Basilica di Santa Sabina all’Aventino esortando gli uomini alla speranza contro tutto ciò che cerca di schiacciarci

Papa Francesco, una Quaresima tra speranza e scandali curiali
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di NICOLA DAMIRA

Papa Francesco prende le sacre Ceneri nella Basilica di Santa Sabina all’Aventino esortando gli uomini alla speranza “contro tutto ciò che cerca di schiacciarci”. Ma proprio nel primo giorno della Quaresima riemerge in tutta la sua gravità lo scandalo della pedofilia che dà la misura di quante e quali siano all’interno del Vaticano le resistenze alle riforme – morali, finanziarie, organizzative – che Bergoglio persegue. Questa volta è una donna coraggiosa, l’irlandese Maria Collins, vittima da giovane da parte di un sacerdote, a dimettersi dalla specifica Commissione pontificia alla quale l’aveva chiamata Papa Francesco. Il motivo? “ Mancanza di cooperazione da parte di altri uffici della curia romana”. Per lei una forte frustrazione. Rilevante il particolare che a diffondere la notizia è stato lo stesso Vaticano nella persona del presidente della Commissione, il card. O’Malley, che ha espresso gratitudine alla signora per l’apporto che ha dato alla Commissione dal 2014 e il gesto odierno. Gratitudine ha espresso pure Francesco, più che mai deciso a estirpare questa piaga della Chiesa.

Nulla dunque viene più taciuto e questo è segno della volontà di rinnovamento e di pulizia. La quaresima dà nuovi impulsi. “Non è il tempo di stracciarsi le vesti davanti al male che ci circonda, ma piuttosto di fare spazio nella nostra vita a tutto il bene che possiamo operare, spogliandoci di ciò che ci isola, ci chiude e ci paralizza”. Ne ha parlato per ben due volte nella giornata: all’udienza generale e alla Messa vespertina delle Ceneri. Sì, “tutti conosciamo la tentazione di tornare indietro. Ma la speranza è un’uscita dalla schiavitù, dal peccato”. Per trovar “la libertà”. Parla in senso spirituale il Papa, ma parla all’uomo. “Dio vuole per il suo popolo la vita e non la morte, la gioia e non il dolore. Ma questo non vuol dire che che fa tutto lui e noi “andiamo in paradiso in carrozza”. Dobbiamo affrontare “tutte le prove, le tentazioni, le illusioni, i miraggi”. Francesco esorta a liberarsi dall’ “l’asfissia soffocante provocata dai nostri egoismi, da meschine ambizioni e silenziose indifferenze, che anestetizzano il palpito del cuore”. Questo – conclude – è il tempo di dire no.

Non sarò tutto facile. Il trimestre è ricco di eventi. Il 25 di questo mese, come è stato confermato ancora una volta, andrà a Milano a chiudere una pagina e a esprimere tutto il suo affetto ai fedeli della più grande diocesi d’Italia, in una regione molto articolata, ricca di iniziative, tra l’altro proprietaria di università e del Policlinico Gemelli. Si è parlato di ombre tra Papa Bergoglio e il cardinale di Milano, che l’episcopato italiano candidava al soglio pontificio. Ci fu la storica gaffe della Cei che alla fumata bianca dalla Cappella Sistina si affrettò a dare per eletto Angelo Scola. Non ci fu mai una spiegazione dettagliata per un errore così marchiano. Non che i rapporti tra Papa Francesco e il cardinale di Milano siano mai stati tesi. Adesso, tra poso meno di tre settimane ci sarà l’abbraccio in una giornata ricchissima di eventi, in Duomo, allo Stadio, a Monza, al carcere. Scola si è puntualmente dimesso e si attende il nuovo vescovo. Papa Bergoglio lo cerca giovane. Ma dovrà anche essere all’altezza della situazione. I milanesi infatti si sono ufficialmente dichiarati “fiduciosi che papa Francesco, pure all’interno del sistema vigente, riesca a liberarsi dalle lobby curiali e a indicare un vescovo per la nostra diocesi che venga dal basso e che si ispiri al Concilio in modo non retorico od obbligato”. Le attese sono grandi. I nomi molti. Il passato è glorioso: da sant’Ambrogio, a papa Montini, al gesuita cardinale Martini.

A maggio (il 12)Papa Francesco andrà a Fatima (quanta e quale differenza con Medjugorje) e il 27 a Genova, altra pagina aperta col cardinale Angelo Bagnasco, che qualche giorno prima avrà riunito in Assemblea plenaria i vescovi per indicare al Papa una terna di candidati alla propria successione alla testa della Cei. Anche qui c’è una svolta. Un successore è più che sicuro, avendo Bagnasco già assolto due mandati. E i problemi da affrontare sono gravi, a cominciare proprio dall’accorpamento delle diocesi, che sono troppe, e la strategia avverso la pedofilia.-