
Ci sono alcuni che teorizzano il male come se fosse bene, non semplici peccatori dei quali “non e’ necessario parlare troppo, perche’ tutti noi lo siamo”. Sono “i corrotti” descritti dal Vangelo: vogliono “impadronirsi della vigna e hanno perso il rapporto con il Padrone della vigna”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco che nell’omelia alla Domus Santa Marta ha esclamato: “Quanto male fanno i corrotti nelle comunita’ cristiane! Che il Signore ci liberi dallo scivolare su questa strada della corruzione”.
“Ci conosciamo da dentro – ha sottolineato Francesco parlando ai fedeli presenti alla celebrazione – e tutti sappiamo cosa e’ un peccatore. E se qualcuno di noi non si sente cosi’, vada a farsi una visita dal medico spirituale”, perche’ “qualcosa non va”. La parabola pero’, ha aggiunto il Pontefice, ci parla di un’altra figura, di quelli che vogliono “impadronirsi della vigna e hanno perso il rapporto con il Padrone della vigna”. Un Padrone che “ci ha chiamato con amore, ci custodisce, ma poi ci da’ la liberta’”. Queste persone “si son sentite forti, si sono sentite autonome da Dio”. Secondo Papa Bergoglio, i corrotti sono quelli che “pian pianino sono scivolati su quella autonomia, l’autonomia nel rapporto con Dio: ‘Noi non abbiamo bisogno di quel Padrone, che non venga a disturbarci!’”. “Questi – ha scandito nell’omelia diffusa dalla Radio Vaticana – sono i corrotti! Quelli che erano peccatori come tutti noi, ma hanno fatto un passo avanti, come se fossero proprio consolidati nel peccato: non hanno bisogno di Dio!”. Ma nel codice genetico di ciascuno, ha spiegato Francesco, c’e’ questo rapporto con Dio. E siccome questo non possono negarlo, ha concluso, “si fanno un dio speciale: loro stessi sono dio. Ecco cosa sono i corrotti”.
