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Cronache
Papa: "Inferno per corrotti e schiavisti"

"Il timore di Dio e' anche un allarme di fronte alla pertinacia del peccato: nessuno porta con se' dall'altra parte soldi, potere, vanita' e orgoglio. Penso alle persone che hanno responsabilita' sugli altri e si lasciasno corrompere; penso a coloro che vivono della tratta delle persione e del lavoro schiavo, penso ai fabbricanti di armi che sono mercanti di morte. Ce ne sono qui? No. Nessuno, nessumo di questi e' qui, non vengono a sentire la parola di Dio". Sono le parole di Papa francesco all'Udienza Generale sul settimo dono dello Spirito Santo, che e' appunto il timore di Dio.

"Che il timore di Dio - ha pregato Francesco ad alta voce - faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio". "Quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quando sfrutta gli altri, quando li tiranneggia, quando vive soltanto per i soldi, la vanita', il potere, l'orgoglio, allora - ha spiegato il Papa - il santo timore di Dio ci mette in allerta: attenzione! Cosi' non sarai felice". Bergoglio ha anche ricordato "come il timore di Dio venga invece ad assumere in noi la forma della docilita', della riconoscenza e della lode, ricolmando il nostro cuore di speranza". Tante volte, infatti, "non riusciamo a cogliere il disegno di Dio, e ci accorgiamo che non siamo capaci di assicurarci da noi stessi la felicita' e la vita eterna". Ed e' pero' "proprio nell'esperienza dei nostri limiti e della nostra poverta', che lo Spirito ci conforta e ci fa percepire come l'unica cosa importante sia lasciarci condurre da Gesu' fra le braccia del Padre".

"Ecco perche' - ha rilevato Papa Francesco - abbiamo tanto bisogno di questo dono dello Spirito Santo. Il timore di Dio ci fa prendere coscienza che tutto viene dalla grazia e che la nostra vera forza sta unicamente nel seguire il Signore Gesu' e nel lasciare che il Padre possa riversare su di noi la sua bonta' e la sua misericordia". "Cari amici - ha continuato il Pontefice - il Salmo 34 ci fa pregare cosi': 'Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera'". "Chiediamo al Signore - ha poi concluso - la grazia di unire la nostra voce a quella dei poveri, per accogliere il dono del timore di Dio e poterci riconoscere, insieme a loro, rivestiti della misericordia e dell'amore di Dio, che e' il nostro padre, il nostro papa'. Cosi' sia!".

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