Papa Leone XIV in visita in Angola: “Oggi c’è bisogno di guardare al futuro con speranza e di costruire la speranza del futuro. Non abbiate paura di farlo!”
Papa Leone XIV questa mattina ha tenuto messa nella spianata di Kilamba, in Angola. Stando alle autorità locali sarebbero oltre 100mila i fedeli accorsi ad ascoltare le parole del Pontefice.
Nella sua omelia il Santo Padre, riprendendo il brano del Vangelo dei discepoli di Emmaus, ha riportato il dolore che ha segnato l’Angola, “una lunga guerra civile con il suo strascico di inimicizie e divisioni, di risorse sperperate e di povertà”. “Quando per lungo tempo si è immersi in una storia così marchiata dal dolore – ha sottolineato il Pontefice -, si corre il rischio dei due discepoli di Emmaus: perdere la speranza e rimanere paralizzati dallo scoraggiamento”.
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Papa Leone XIV ha poi lanciato un monito sul sincretismo molto diffuso nel Paese e alimentato dalle sette: “Occorre sempre vigilare su quelle forme di religiosità tradizionale, che certamente appartengono alle radici della vostra cultura, ma al contempo rischiano di confondere e di mescolare elementi magici e superstiziosi che non aiutano nel cammino spirituale. Restate fedeli a quanto insegna la Chiesa, fidatevi dei vostri Pastori e tenete fisso lo sguardo su Gesù, che si rivela in particolare nella Parola e nell’Eucaristia”.
“La storia del vostro Paese, le conseguenze ancora difficili che sopportate, le problematiche sociali ed economiche e le diverse forme di povertà invocano la presenza di una Chiesa che sa affiancarsi nel cammino e sa raccogliere il grido dei suoi figli”, ha continuato il vescovo di Roma. Una Chiesa che, ha precisato, “sa rianimare la speranza perduta”, “una Chiesa fatta di persone come voi che si donano così come Gesù spezza il pane per i due discepoli di Emmaus”.
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Per il Pontefice l’Angola “ha bisogno di vescovi, preti, missionari, religiose e religiosi, laiche e laici che abbiano in cuore il desiderio di spezzare la propria vita e donarla gli uni agli altri, di impegnarsi nell’amore e nel perdono vicendevoli, di costruire spazi di fraternità e di pace, di compiere gesti di compassione e di solidarietà verso chi ha più bisogno”.
“Oggi c’è bisogno di guardare al futuro con speranza e di costruire la speranza del futuro. Non abbiate paura di farlo!”, così esorta i fedeli Papa Leone XIV. L’incoraggiamento è “essere testimoni” e “protagonisti di una nuova umanità e di una nuova società”. “Anche noi possiamo e vogliamo costruire un Paese dove siano superate per sempre le vecchie divisioni, dove scompaiano l’odio e la violenza, dove la piaga della corruzione venga guarita da una nuova cultura della giustizia e della condivisione”, ha rimarcato Leone. “Solo così sarà possibile un futuro di speranza, soprattutto per i tanti giovani che l’hanno perduta”.
Il Papa, prima di guidare il Regina Coeli da Kilamba rinnova l’appello “perché tacciano le armi e si prosegua il cammino del dialogo”. “ La tregua annunciata in Libano – dice in portoghese – è motivo di speranza perché rappresenta un segnale di sollievo per il popolo libanese e per l’Oriente”. Leone incoraggia “ coloro che sono impegnati nella ricerca di una soluzione diplomatica a proseguire il dialogo per la pace affinché si raggiunga la stabilità in tutto il Medio Oriente e rimanga permanente. Uniti a Dio ci sforziamo oggi ogni giorno di fare crescere i frutti dell’amore, dell’autentica giustizia e della pace al di la’ di tutti gli ostacoli e le difficoltà”.

