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Cronache

 

 

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"Guardando all'ambiente familiare vorrei sottolineare una cosa: oggi, in questa festa dei santi Gioacchino ed Anna in Brasile come in altri Paesi, si celebra la festa dei nonni.

Quanto sono importanti nella vita della famiglia per comunicare quel patrimonio di umanita' e di fede che e' essenziale per ogni societa'! E come e' importante l'incontro e il dialogo tra le generazioni, soprattutto all'interno della famiglia". Lo ha detto Papa Francesco all'Angelus che ha guidato dalla loggia dell'Arcivescovado di Rio de Janeiro, su una piazza gremita all'inverosimile.

Francesco ha parlato del ruolo dei nonni anche nell'omelia della messa celebrata questa mattina nella Cappella della residenza di Sumare' con un gruppo di gesuiti. "Che il Signore benedica i nostri nonni" e ci permetta di "invecchiare con sapienza" per poterla trasmettere agli altri, ha auspicato sottolineando la necessita' che ciascuno abbia la saggezza di sentirsi un "anello della catena" della storia del mondo, che e' iniziata prima e proseguira' in futuro, un futuro sul quale "scommettere": quello dei nipoti. E' questo che ci si aspetta dai nonni ed e' questo - ha affermato il Papa - che certamente furono Anna e Gioacchino, i nonni di Gesu', che "accettarono di essere un anello della catena" nella storia della salvezza. Una "promessa", che come genitori della Vergine, poterono solo "salutare da lontano", ma alla quale "cedettero" con "umilta'". Un atteggiamento che, da una diversa prospettiva, e' riscontrabile in tutti i nonni del mondo, "quando vedono il nipote scommettono sulla vita e sul futuro e desiderano la cosa migliore per il nipote, la cosa migliore". "Oggi - ha detto il Papa - ci fara' bene pensare ai nostri nonni; quando siamo nati, tutto il bene che hanno voluto per noi e la sapienza che ci hanno trasmesso, perche' i nonni in un Paese sono quelli che devono trasmettere la sapienza, no? E la lasciano come eredita'. Chiedere al Signore che benedica molto i nostri nonni: loro sono stati un anello nella vita". (

PRIMA LE CONFESSIONI, POI INCONTRO CON I GIOVANI DETENUTI - Ricorderanno per tutta la vita quel che hanno ascoltato oggi dalle labbra di Papa Francesco i 22 giovani che il Pontefice ha voluto incontrare personalmente in rappresentanza dei loro coetanei della Gmg. I primi cinque al Parco di Boa Vista hanno potuto confessarsi con lui: erano una giovane italiana, Claudia, tre brasiliani e un venezuelano. Si sono inginocchiati nel confessionale che il Pontefice ha occupato per una manciata di minuti alla "Fiera confessionaria" allestita nel Parco, e alla fine erano tutti molto emozionati, per "un'esperienza che non dimentichero'", ha detto uno di loro a nome degli altri.

Trasferitosi all'Arcivescovado, il Papa ha poi incontrato 5 giovani detenuti, accompagnati da alcuni assistenti. "E' stato un incontro molto piccolo, con soli cinque giovani, pero' - ha detto il portavoce Federico Lombardi - mi sembra la terza sia stata la tappa specifica di attenzione ai giovani che soffrono". "E' stato proprio Francesco - ha confermato il gesuita - a volere questo incontro con alcuni detenuti e mentre viaggiavamo in aereo mi ha detto che potevo rendere noto il fatto che il Papa, ogni due settimane, telefona ad un gruppo di giovani detenuti a Buenos Aires con cui e' rimasto amico e in contatto. Quindi, questo tema del rapporto con i giovani detenuti per lui e' molto significativo e lo avevamo visto anche in occasione del Giovedi' Santo, quando ha voluto andare a Roma a vedere il carcere giovanile, dove ha celebrato la lavanda dei piedi". 

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