In Sri Lanka, paese insanguinato da trent’anni di guerra civile, che si e’ fermata appena 5 anni fa, “il processo di risanamento richiede di includere il perseguimento della verita’, non con lo scopo di aprire vecchie ferite, ma piuttosto quale mezzo necessario per promuovere la loro guarigione, la giustizia e l’unita’”. Lo ha affermato Papa Francesco nel discorso alla cerimonia di benvenuto che si e’ tenuta all’aeroporto di Colombo.
Elefanti, salve cannone e coreografie lo accolgono Sri Lanka – Una quarantina di elefanti bardati con i colori delle Forze Armate dello Sri Lanka facevano parte delle formazioni militari schierate all’aeroporto internazionale di Colombo per la cerimonia di benvenuto al Papa. Appena sceso dall’aereo, Francesco ha salutato due bambine che erano ai piedi della scaletta e in quel momento sono state esplose le salve di cannone. Subito dopo hanno avuto inizio alcune bellissime coreografie, con decine di giovani nei costumi tradizionali, che si accompagnavano con tamburi. Il clima ricordava l’accoglienza calorosa tributata a San Giovanni Paolo II nei suoi viaggi africani. E anche oggi dopo gli inni del Vaticano e dello Sri Lanka, un coro universitario ha intonato un canto di benvenuto a Papa Francesco in piu’ lingue, compreso l’italiano. Davanti a simili manifestazioni di affetto il Papa ha voluto esprimere il suo “apprezzamento ai fedeli, ai membri del coro, come pure alle molte persone che si sono prestate per rendere possibile questa visita”. “Ringrazio tutti, dal profondo del cuore, per la vostra cortesia e ospitalita’”, ha detto prima di lasciare l’aeroporto a bordo della jeep scoperta.
