Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Parigi, il Forum TRENDS sulla Fratellanza Musulmana

Parigi, il Forum TRENDS sulla Fratellanza Musulmana

A Parigi, al Palazzo del Lussemburgo, sede del Senato francese, si è concluso il sesto Forum annuale TRENDS sull’Islam politico, dopo la prima tappa alla Camera dei Lord di Londra

Parigi, il Forum TRENDS sulla Fratellanza Musulmana

Parigi, concluso il VI Forum annuale TRENDS sull’Islam politico

“L’Europa deve dotarsi di strumenti comuni contro le reti della Fratellanza Musulmana, dai finanziamenti alla propaganda digitale”. È la richiesta emersa l’11 settembre a Parigi, al Palazzo del Lussemburgo, sede del Senato francese, dove si è concluso il sesto Forum annuale TRENDS sull’Islam politico dopo la prima tappa alla Camera dei Lord di Londra. Senatori, diplomatici ed esperti hanno discusso reti transnazionali, flussi di denaro, reclutamento online e possibili risposte legislative europee.

La senatrice Nathalie Goulet ha puntato l’attenzione sui finanziamenti europei alla ricerca, denunciando il rischio che risorse pubbliche sostengano progetti funzionali ad agende ideologiche. Ha citato 2,049 milioni di euro destinati a un progetto sul sufismo, 2,5 milioni alla mappatura del diritto islamico e altri 2 milioni a un progetto sulla letteratura ebraica nel mondo islamico.

Khalifa Mubarak Al Dhaheri, Direttore dell’Università di Scienze Umane Mohammed Bin Zayed, ha chiesto alle capitali europee di unificare gli sforzi e procedere alla designazione della Fratellanza Musulmana. Secondo Al Dhaheri, il movimento utilizza la religione per perseguire obiettivi politici che minano cittadinanza e appartenenza nazionale. Ha richiamato le politiche adottate dagli Emirati Arabi Uniti e chiesto all’Europa una linea più ferma.

Fahd Al Mahri, ricercatore senior di TRENDS e Direttore di TRENDS Barometer, ha indicato nella frammentazione delle informazioni uno dei punti deboli europei: le reti operano oltre i confini, mentre istituzioni e apparati nazionali rispondono separatamente. Da qui la proposta di costruire una memoria istituzionale arabo-europea e sistemi condivisi di allerta precoce.

André Reichardt, già vicepresidente della Commissione Affari europei del Senato francese, ha messo in guardia dalla penetrazione attraverso le reti della società civile. Ha chiesto di distinguere i cittadini musulmani dall’uso politico della religione e indicato anche il divieto delle associazioni sospette tra gli strumenti da valutare. Reichardt ha inoltre proposto un coordinamento tra Abu Dhabi, Parigi e Roma.

La presenza della Fratellanza in Francia è stata affrontata da Olivier Vial, Direttore del CERU. Vial ha ripercorso trent’anni di evoluzione del movimento e ha citato un dato secondo cui il 32% dei musulmani francesi tra 18 e 24 anni si sentirebbe vicino alla Fratellanza. L’imam Mohammed Tawhidi ha invece insistito sulla distinzione tra Islam e islamismo: la Fratellanza, ha affermato, è un’organizzazione politica e criticarla non significa attaccare la religione musulmana.

Il Forum ha dedicato ampio spazio anche alla dimensione digitale. Intelligenza artificiale, videogiochi e piattaforme online sono stati indicati come nuovi strumenti di propaganda e reclutamento. Sir John Jenkins, già diplomatico britannico, ha proposto un’infrastruttura europea comune per ricerca e monitoraggio, mentre i relatori hanno chiesto maggiore scambio di dati tra i Paesi.

La terza sessione si è concentrata sui flussi finanziari. Emily Nelson Winkler, fondatrice di VALOP Group, ha richiamato i collegamenti tra reti della Fratellanza, criminalità organizzata, traffico di droga, frodi e riciclaggio. Nel corso dei lavori è stata citata anche una rete smantellata in Polonia che avrebbe trasferito oltre dieci milioni di euro a Hezbollah e utilizzato criptovalute per finanziare la Fratellanza Musulmana.

Alessandro Bertoldi, Direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman, ha messo in guardia dall’espansione della Fratellanza Musulmana in Italia e analizzato le misure legislative adottate dalla Francia per proteggere i principi repubblicani.

Da Parigi sono infine arrivate quattro richieste: armonizzare le norme europee sui finanziamenti esteri alle associazioni, creare sistemi comuni di allerta e monitoraggio digitale, rafforzare le indagini sui flussi finanziari e utilizzare scuola, pensiero critico e alfabetizzazione digitale come strumenti di prevenzione. Il passaggio da Londra a Parigi ha portato così il confronto dall’analisi dell’islamismo agli strumenti politici e legislativi per contrastarne le reti.