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Cronache
Omicidio Rea, Parolisi gioca l'ultima carta. Spuntano particolari inediti

Nuovo capitolo nel giallo di Melania Rea. Il 10 febbraio 2015 è stata fissata l'udienza in Cassazione a carico di Salvatore Parolisi, l'ex caporalmaggiore dell'Esercito di stanza al 235esimo Reggimento Piceno condannato in Appello a 30 anni per l'omicidio della moglie. I suo legali stanno preparando un nuova memoria difensiva che quasi sicuramente conterrà particolari inediti.

In primo grado, nel processo con rito abbreviato condizionato, Parolisi venne condannato dal gup di Teramo all'ergastolo. L'uomo è  stato considerato il solo colpevole del delitto di Melania Rea avvenuto nel boschetto della Casermette a Ripe di Civitella del Tronto (Teramo) il 18 aprile del 2011, ma il cui corpo venne ritrovato due giorni dopo grazie ad una telefonata anonima fatta alla polizia che annunciava il ritrovamento di un corpo seminudo vilipeso.

LE ALTRE IPOTESI - Dietro all'orrendo assassinio di Melania Rea c’è chi ipotizza altre verità, che vanno oltre la vita della famiglia di Folignano e delle avventure extraconiugali. Una pista - riferisce Il Tempo.it - che dal confine tra le Marche e l’Abruzzo condurrebbe all'Afghanistan e ai suoi campi di papaveri. Un filo rosso che potrebbe collegare l’attività militare di Parolisi, la camorra, il traffico internazionale di stupefacenti, alcuni componenti dei contingenti Isaf della Nato schierati nel Paese dell’Asia centrale e la tragica fine di una giovane mamma. Fantasie, verità nascoste o semplici ipotesi non confermate. 

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