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Epifani al Pdl: tutelare il Paese. Berlusconi, Grillo: “Abominio voto segreto”

 

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“Se il centrodestra stacca la spina se ne assume la responsabilità. Non stacca la spina al governo, la stacca al Paese“. Lo ha detto il segretario del Partito Democratico Guglielmo Epifani, a margine del suo intervento alla scuola di politica del Partito Democratico, in corso a Cortona in provincia di Arezzo.  “Al Pd ma soprattutto al Paese interessa che il governo faccia bene le scelte sulla legge di stabilità – ha aggiunto l’ex segretario della Cgil – non potremmo tollerare la difesa di chi ha tolto soldi a coloro che ne hanno bisogno. Bisogna scegliere, questa volta, con attenzione ed equità”.

“Il cuore del problema – ha aggiunto Epifani – è questo: abbiamo chiesto al centrodestra di separare il caso Berlusconi dalla situazione politica, non vogliamo indebolirli. Ma vogliamo una cultura del centodestra che sia moderata come quella europea. Così la solitudine della responsabilità può essere condivisa. Quando governi assieme la responsabilità è di tutti e due, non di uno solo”. Il segretario del Pd ha poi ribadito come “abbiamo già visto cosa è successo con Monti. Abbiamo un problema di asimmetria sulla responsabilità che non va bene”.

“Questo governo è stato subìto dal Pd all’indomani delle elezioni politiche e dell’elezione del presidente della politica – ribatte il capogruppo del Pdl a palazzo Madama Renato Schifani – il Pd vive male questa scelta, sono pessimista sul destino del governo, ma mi auguro che non cada, al mio partito interessa la stabilità, le elezioni porterebbero il Paese nel baratro”. “Questo calendario dei lavori, questo clima – aggiunge Schifani sul voto in giunta per le immunità – creano le condizioni per l’invivibilità della coalizione e la crisi di governo. Abbiamo subìto un calendario con sedute notturne, come se si dovesse espellere un delinquente”. Il Pd, accusa l’ex presidente del Senato, “si sta scagliando contro il leader del nostro partito, senza motivazioni valide che possano giustificare questo tipo di schizofrenia”. In ogni caso, aggiunge Schifani, “è chiaro che Silvio Berlusconi non potrà tornare in Parlamento ma questo non significa non possa continuare a far politica. Nessuno è preoccupato dell’agibilità politica di Berlusconi né, conoscendolo, ci preoccupiamo di un passo indietro”.

BeppeGrillo

Sul voto in aula Schifani conferma la propria contrarietà “a riforme istintive di massa volute da mobilitazione delle piazze. Il regolamento del Senato prevede che su casi di libertà delle persone si voti obbligatoriamente in maniera segreta. E’ giusto che in questi casi il parlamentare sia libero di votare secondo coscienza“.

Sul voto in giunta per decidere della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi è tornato a parlare anche Luciano Violante: “Voto segreto o voto palese per la decadenza di Berlusconi? Lo deciderà il Senato”, ha detto l’ex presidente della Camera dalla festa dell’Udc di Chianciano terme. Mentre per il viceministro dell’Economia, il democratico Stefano Fassina, “sul voto che riguarda Berlusconi si potrebbe fare un’eccezione” alla regola del voto segreto. “Non ho difficoltà – ha aggiunto – a riconoscere l’importanza politica del voto palese”.

Infine, Beppe Grillo sul suo blog tuona contro il voto segreto, definendolo “un abominio, un tradimento degli elettori“: “Il MoVimento 5 stelle ha chiesto la votazione palese e l’abolizione del voto segreto dal regolamento del Senato. Preparate le verdure per celebrare l’ultimo atto della rappresentazione – si legge sul sito – i pdmenoellini hanno fucilato Prodi dietro a una tendina e sono pronti a ripetere le gesta in ogni momento per salvare il loro caro leader Berlusconi. Se si vota con il voto segreto, mozione Schifani, Berlusconi è salvo e il pdmenoelle è morto. Se si abolisce il voto segreto, Berlusconi decade e va in galera e il pdl è morto. Un vicolo cieco per i due appassionati amanti che non vogliono separarsi perchè non possono vivere politicamente uno senza l’altro. Comunque vada, sarà un successo”.