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Peppino Di Capri snobbato dai Beatles: “Neanche una pacca sulla spalla”. Come andò davvero il tour del 1965

A quanto pare, nonostante aprisse il loro concerto, i Beatles non se lo filarono proprio. La storia del tour del 1965

Peppino Di Capri snobbato dai Beatles: “Neanche una pacca sulla spalla”. Come andò davvero il tour del 1965

Peppino Di Capri snobbato dai Beatles al suo concerto. Come andò davvero

C’è un episodio che Peppino Di Capri, morto oggi a 87 anni nella sua isola, ha raccontato per tutta la vita con un misto di orgoglio e amarezza: il tour del 1965 con i Beatles, l’unico che i quattro di Liverpool abbiano mai fatto in Italia. Fu lui, allora ventiseienne già famosissimo, l’artista scelto per aprire le tre date di Milano, Genova e Roma con la sua band, i Rockers. Un onore che gli valse per sempre l’etichetta di “quinto Beatle”. Peccato che i primi quattro non se lo filassero proprio.

Perché se sul palco andò tutto liscio, dietro le quinte il trattamento riservato a Peppino e ai suoi fu gelido. Per tutto il tour, John, Paul, George e Ringo non gli rivolsero mai la parola. Come raccontò lui stesso, viaggiarono sullo stesso aereo e pernottarono nello stesso albergo a Roma – lui in una suite, loro con un intero piano requisito – ma i bodyguard tenevano tutti a distanza. Mai una pacca sulla spalla, mai un saluto, niente. La scena più malinconica è quella dell’hotel romano: Peppino e i Rockers, dalla loro stanza, che guardano da lontano i Beatles fare il bagno in piscina, come fan qualsiasi ridotti a spiare dalla finestra i colleghi con cui dividevano il cartellone.

Il massimo della concessione arrivò solo l’ultimo giorno, quando l’impresario della band permise finalmente di avvicinarsi per una foto insieme. Concessa, peraltro, con l’aria di chi sta facendo un favore controvoglia. E dire che Di Capri un favore ai Beatles l’aveva fatto davvero: condividevano la stessa distribuzione discografica italiana, la Carisch, e fu proprio lui – all’epoca artista di punta dell’etichetta – a dare la spinta per pubblicare quei provini che circolavano negli uffici, visto che i quattro erano primi in classifica ovunque tranne che in Italia.

L’ironia della storia è che quelle foto in bianco e nero, strappate quasi per pietà, sono rimaste tra le immagini più belle degli anni Sessanta. E che i Beatles, dopo quel tour tiepido (al Vigorelli non ci fu nemmeno il tutto esaurito), in Italia non tornarono mai più. Il “quinto Beatle” snobbato, invece, è rimasto sulla scena per altri sessant’anni.