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Cronache
Piano pandemico, Zambon: “Ranieri Guerra mi chiese di falsificare il report”

“Ranieri Guerra mi chiese di falsificare le date per un suo conflitto di interessi. Non è vero che l’Oms non aveva aggiornato le linee guida dal 2006. Brusaferro e Speranza erano infastiditi”, è quanto ha dichiarato Francesco Zambon, il funzionario italiano dell’Oms che ha rilasciato un’intervista esclusiva a Massimo Giletti su La7. “Dall’Oms non ho avuto grande solidarietà semmai l’ho avuta dai cittadini italiani. Non è una situazione facile, provo solitudine, la mia non è una battaglia contro l’Oms, ma a fianco dell’Organizzazione. Non sono mai sparito dai radar dell’Oms come dice Ranieri Guerra. Con lui i rapporti erano cordiali fino al 15 maggio quando mi chiese di cambiare una data e non era corretto. La tensione si apre molto decisa sulle mie osservazioni in merito al fatto che il piano era vecchio”, ha raccontato il ricercatore.

Sulla nota e-mail del direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra, pubblicata dalla trasmissione Report di Rai 3, Zambon fa chiarezza: “All’inizio pensavo fosse in buona fede. Il tono e la telefonata servivano per farmi falsificare qualcosa in un periodo in cui era stato direttore per la prevenzione e io ci ho ravvisato un grande conflitto di interessi. Smentisco che l’Oms non avesse dato nuove linee guida per gli aggiornamenti, basta consultare il sito: ci sono stati nel 2009, nel 2013 e nel 2017 e nel 2018 c’è anche una check list”. “Era lui che doveva informare il Ministro Speranza perché aveva l’incarico del direttore generale dell’OMS a mantenere i rapporti con l’Istituto Superiore di Sanità”. Zambon spiega che il dossier era accurato e che la decisione di scrivere solo “confermato” senza “aggiornato” è stata presa da tutto il team che ha compilato il rapporto: “Con gli altri 9 ricercatori ci siamo mossi all’unisono. Il piano era del 2006, non era un’opinione e quindi tutti abbiamo deciso di non scrivere updated”.

Quanto a presunte pressioni Massimo Giletti chiede al ricercatore: “Zambon, ma lei ha ricevuto pressioni? E’ vero che Speranza era infastidito?” e il ricercatore risponde senza esitazioni: “Sì, c’è stata qualche telefonata da parte di qualcuno del Ministero alla Salute infastidito per il dossier. So per certo che Brusaferro e Speranza erano infastiditi. Era un problema diplomatico non tanto per il rapporto, quanto perché non erano stati informati. Poi Ranieri Guerra ha chiesto la rimozione del dossier non solo dal sito dell’Oms, ma anche da altri siti, doveva sparire e così è stato. Ci sono state delle pressioni prima e dopo. Se rifarei tutto? Sì, senz’altro, ho fatto il mio dovere. Avrei informato io, Speranza se avessi avuto il suo numero. Fu Ranieri Guerra a informarmi che c’era del malcontento per la mia decisione di pubblicare il rapporto. Brusaferro l’ho sentito perché lo conosco, non ha fatto commenti sul contenuto, ma solo sul fatto che non era stato informato. Io non voglio andare contro l’Oms anche se l’Oms è venuta contro di me, voglio eliminare i conflitti di interesse nello staff”.

Piano Oms: Guerra, mi dissero non informare Ministero 

Il numero due dell'Oms Ranieri Guerra sostiene in una dichiarazione resa all'AGI che gli autori del Rapporto sulla gestione della pandemia in Italia, al centro anche degli accertamenti della Procura di Bergamo, gli dissero "esplicitamente di non informare il Ministero della Salute" della pubblicazione del dossier. "Non ho mai avuto la facoltà di prendere iniziative sul Rapporto - afferma Guerra - in questo caso mi è stato esplicitamente detto di non informare il Ministro da parte degli autori del Rapporto". Tra questi figura il funzionario di Venezia Francesco Zambon che, durante la trasmissione 'Non è l'Arena di ieri sera, ha affermato che Guerra "mi chiedeva di falsificare qualcosa in un periodo in cui lui era stato direttore della prevenzione al Ministero". Il riferimento è alla data del piano pandemico, di cui si parlava nel Rapporto, che Guerra avrebbe chiesto a Zambon di postdatare per fare sembrare il piano aggiornato al 2016.

"Io non ho nessuna autorità sulla pubblicazione. Mi dissero solo che ritenevano di non informare il Ministero, il che mi impediva ovviamente di farlo perché io non avevo e non ho autonomia decisionale" riferisce Guerra all'AGI a proposito del Rapporto 'An unprecedented challenge; Italy's first response to Covid-19', pubblicato il 13 maggio 2020 e sparito dal sito nel giro di 24 ore. "Non ho mai obbiettato alla pubblicazione della seconda versione del Rapporto di Venezia: tutte le comunicazioni e le discussioni che si sono tenute si riferiscono a una prima versione, mai pubblicata e successivamente corretta da parte degli autori, che non hanno mai ricevuto peraltro l'autorizzazione alla pubblicazione da parte degli organi interni dell'organizzazione. La pubblicazione - insiste Guerra - è stata decisa in maniera autonoma da parte degli autori e su di essa io non ho influito in alcun modo, ricevendone comunicazione a evento concluso".

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