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Cronache
"Sono malato di gioco d'azzardo. In 5 anni ho perso 100mila euro"

Dato che è proibito dalla legge non si vince denaro, ma la posta in gioco è comunque alta: a volte è un iPad. Tecnicamente non sono slot machine, ma poco ci manca. Si chiamano "ticket redemption", le macchinette che stanno spopolando nelle sale gioco tradizionali e che sono accessibili anche ai bambini. Ce ne sono di vario genere: alcune assomigliano molto ai classici flipper altre più a una roulette. Più si è fortunati e più la macchinetta sputa decine di ticket da un punto. Più punti si accumulano e più è prezioso il premio che si può ritirare. In palio ci sono di solito anche Mp3, pistole giocattolo, piastre per i capelli, orologi, collane e braccialetti di varia fattura. Ad accendere i riflettori sulle baby slot machine è Terre di mezzo - street magazine, che nel numero di maggio dedica all'argomento un articolo dal titolo "Bambini d'azzardo". "Quale probabilità ci sia di vincere l'Ipad non è dato saperlo.

 

Che differenza c'è rispetto a una slot machine?" si chiede il mensile, che insieme a Legautonomie sta preparando una proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare tutto il mondo del gioco d'azzardo (non solo le slot, ma anche il gioco on line e la pubblicità). Che non siano semplici giochi elettronici, se ne sono resi conto anche i genitori che portavano i loro figli a Mondobimbo, una struttura del comune di Firenze, gestita da un privato. Nell'agosto scorso sono comparse le ticket redemption, annunciate con grandi cartelli come "Gioca e vinci" o "Sfida la fortuna". Mamme e papà hanno protestato, perché i figli continuavano a chiedere soldi perché volevano giocarci per arrivare ad accumulare più ticket possibili.                                                                                Alla fine il gestore le ha tolte, dopo che la vicenda stava per finire in consiglio comunale. Nei centri commerciali le baby slot machine si stanno diffondendo sempre di più. "Non è detto che creino dipendenza -spiega, a Terre di mezzo, Matteo Iori, presidente del Conagga, il coordinamento nazionale dei gruppi per i giocatori d'azzardo-. Quel che mi preoccupa è il messaggio culturale: fin da piccoli si cerca di fidelizzarli a uno stile di vita che contempla il tentare la fortuna, il giocare per vincere qualcosa che abbia un valore monetario". Come a dire: cari bambini ora vi diamo i ticket, quando sarete grandi potrete vincere davvero, denaro sonante.


 

Slot Machine

"I RAGAZZI RUBANO IN CASA PER COMPRARSI I GRATTA E VINCI"
Genitori che si giocano tutto e lasciano senza mangiare i figli, ma anche adolescenti che per comprare gratta e vinci rubano tra le mura domestiche (o di parenti), e in qualche caso addirittura si prestano come basisti per furti nella propria casa. Sono situazioni con cui, sempre piu' frequentemente, la Procura dei minori dell'Emilia-Romagna si trova a confrontarsi a causa di quella che il procuratore capo Ugo Pastore chiama una "deriva" causata dalla legalizzazione del gioco d'azzardo. Deriva che ha "effetti distruttivi sulle giovani generazioni e a cui e' difficile oggi porre un argine", dice il magistrato. E "se il legislatore non trovera' la forza di introdurre dei divieti almeno per i minori e non mettera' paletti" e' una deriva "molto pericolosa". Pastore ne ha parlato oggi nella seconda giornata del convegno "Minori e devianze" organizzato dall'Ami (associazione avvocati matrimonialisti) e dai Carabinieri di Bologna, dedicato proprio al tema del gioco. L'allarme di Pastore arriva alla luce di casi sempre piu' frequenti che arrivano in Procura che vedono i minori vittime del fenomeno del gioco: o perche' i genitori ludopatici "non fanno fronte ai loro bisogni primari o alle cure sanitarie" (e allora dalla Procura arrivano "interventi limitativi della potesta' genitoriale") oppure perche' i minori stessi sono contagiati dal vizio del gioco e per poter giocare commettono reati.

"Tanti ragazzi ci sono stati segnalati- afferma Pastore- per piccoli furti in casa, a parenti o ad amici dopo i quali andavano a comprare decine di gratta e vinci. Abbiamo trovato le prove, e gli stessi genitori non ne avevano idea". Ma "nelle situazioni piu' gravi- prosegue- ci sono minori diventati basisti per furti a casa loro. Siamo di fronte ad una serie di fatti, che sempre piu' spesso finiscono alla nostra attenzione, che dimostrano gli effetti distruttivi di un certo modello". Per Pastore la legalizzazione del gioco d'azzardo fatta dal legislatore, "giustificata pretestuosamente con l'opportunita' di combattere e far emergere il gioco illegale", di fatto e' diventata "una provocazione verso le giovani generazioni che la vedono come un'abitudine normale, come un modello che entra nella normalita'". Tant'e' vero che negli anni '80 "ricordo che a Napoli i minori venivano impiegati per il Totocalcio clandestino, dovevano portare i bigliettini delle scommesse, ma non esistevano minori dediti al gioco come purtroppo succede oggi", sottolinea Pastore, molto preoccupato del fenomeno.

"Ho dato ordine alle Forze dell'ordine di segnalarci non solo i reati, ma anche quei comportamenti da loto percepiti come irregolari, ad esempio un minore che frequenta le sale gioco". Cosa puo' fare la Procura? "Andiamo a vedere la situazione familiare e cerchiamo di capire se possiamo fare qualcosa, allertiamo i servizi sociali del territorio e facciamo partire un intervento sul ragazzo affinche' capisca che e' truffato". Dove e' necessario, poi, "abbiamo la facolta' di avviare un supporto educativo, soprattutto psicologico, dove la famiglia o le altre agenzie educative non siano in grado di farlo. E' una scelta che io ritengo particolarmente opportuna per intervenire prima che la situazione diventi difficilmente controllabile".

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gioco d'azzardoslot machineipad
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