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Cronache
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"La mia baba, ho ucciso la mia baba. Che Dio mi fulmini". Con queste parole Oscar Pistorius avrebbe confessato al suo migliore amico, nel corso di una drammatica telefonata alla tre di notte, di aver ucciso la sua fidanzata, Reeva Steenkamp. E' stato lo stesso amico dell'atleta sudafricano, Justin Divaris, 27 anni, a raccontare la telefonata al quotidiano sudafricano Sunday People, immediatamente ripreso dal Daily Mail. "Io gli ho chiesto: 'ma di cosa stai parlando?', ma lui continuava a ripetere: 'c'è stato un terribile incidente, ho sparato a Reeva". Divaris è poi corso nella notte a casa di Pistorius, ma quando è arrivato la polizia aveva già circondato la casa e il corpo della modella era avvolto in un lenzuolo bianco.
Il padre di Pistorius, Henke, ha affermato di "non avere dubbi" che si sia trattato di un "tragico errore" e che suo figlio "ha agito in modo istintivo".

Dopo l'uccisione della fidanzata top-model, arriva un altro brutto colpo all'immagine e al mito di Oscar Pistorius: secondo fonti di stampa, sono stati trovati steroidi nella casa di 'Blade Runner'. La polizia, che sta setacciando palmo a palmo, la villa nell'esclusivo residence alle porte di Pretoria teatro dell'omicidio, ha gia' trovato nella casa una mazza da cricket insanguinata e tracce di una serata a base di alcol. Ma ora si aggiunge un altro dato: l'ipotesi degli investigatori e' che Pistorius possa aver colpito e ucciso Reeva Steenkamp in un'esplosione di rabbia dovuta all'utilizzo di sostanze vietate per legge. Il giovane potrebbe essere stato in preda di un effetto collaterale derivante dall'uso di steroidi anabolizzanti. Sono stati gia' prelevati campioni di sangue dell'atleta per le verifiche di rito.

La notizia e' data in esclusiva dal britannico Sun e la polizia di Pretoria non l'ha confermata, ma fonti vicine alle indagini avevano gia' detto a un giornale locale che gli inquirenti stanno valutando l'ipotesi che l'omicidio sia avvenuto in uno scoppio d'ira provocato proprio dall'uso di anabolizzanti.

Intanto, la difesa prepara la controffensiva: Pistorius avrebbe assoldato un team di avvocati di primissimo livello, tra cui anche detective privati e un anatomopatologo. Il padre del 26enne atleta paralimpico, Henke, insieme a tutta la famiglia, continua a sostenere la tesi dell'incidente. "C'e' qualcosa di fondamentalmente sbagliato nella nostra societa': costruiamo eroi, che superano immense sfide, solo per poi prenderci la gioia di abbatterli", ha detto al Times sudafricano. "Voglio dire solo questo. Siamo realistici, non pazzi. Non sara' facile, ma Oscar e' piu' forte della sua giovane eta'".

MILESTONE ED 1434559 prReeva Steenkamp, la fidanzata di Oscar Pistorius Guarda la gallery

La difesa potrebbe sostenere che l'atleta, scambiata Reeva per un ladro, le abbia prima sparato per errore, per cui lei sarebbe fuggita nel bagno; poi lui avrebbe sparato alla porta chiusa a chiave per entrare e l'avrebbe uccisa accidentalmente; oppure -secondo una versione piu' probabile- la difesa ammettera' la lite, ma sosterra' che Pistorius non voleva ucciderla. L'atleta, che venerdi' e' gia' stato incriminato per omicidio premeditato, ha trascorso il weekend in una cella di un commissariato in attesa dell'udienza di domani in cui i suoi avvocati presumibilmente chiederanno il rilascio su cauzione; un rilascio a cui la polizia ha gia' detto che si opporra'.

Intanto continuano ad emergere particolari della consuetudine di Oscar Pistorius con le armi. Il Beeld -il quotidiano in lingua afrikaan che per primo ha dato al mondo la notizia dell'omicidio della sua fidanzata, Reeva Steenkamp - scrive che a gennaio l'atleta sudafricano sparo' in un affollato ristorante a Johannesburg: il colpo parti' per errore, ma il proiettile sfioro' Kevin Lerena, un pugile, amico personale di Pistorius e di Reeva. L'incidente accadde al Tashas in Merlrose Arch. "Mi presi un enorme spavento perche' il proiettile arrivo' a terra a pochi centimetri dai miei piedi... ma fu davvero un incidente allucinante", ha raccontato Lerena.

Il pugile era nel ristorante insieme a un gruppo di amici tra i quali Pistorius e la fidanzata. "Devo puntualizzare", ha aggiunto, "che la pistola apparteneva a un amico di Pistorius, di cui non voglio dire il nome. Oscar volle solo guardare l'arma, la struscio' contro i pantaloni, allentando la sicura. Parti' un colpo. Non lo definirei negligente, fu proprio un incidente. In seguito Oscar si scuso' con me per giorni". Il ristorante, dove Pistorius era un habitue', non denuncio' l'accaduto alla polizia. "Quando udii' il colpo, cercai di capire l'accaduto, ma tutti negarono", e' la versione del direttore del ristorante Tashas, Jason Loupis.

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