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Cronache

di Antonino D'Anna
 


Quello del 22 febbraio 2014, primo Concistoro per la creazione di nuovi cardinali, sarà un momento importante del Papato di Jorge Mario Bergoglio. Francesco è alla prova dei fatti: dovrà scegliere per le porpore personaggi che rispecchieranno il suo modo di pensare, in grado di far vivere la sua idea di Chiesa anche in futuro. E a quanto si dice Oltretevere, ci sarebbe già un criterio: il Papa potrebbe procedere alla nomina di molti porporati attorno alla sessantina, questo per abbassare l'età media dei cardinali, destinandoli prevalentemente al servizio fuori dalla Curia.

LA RIFORMA PROCEDE- E infatti un altro punto è proprio la riforma della Curia: in attesa di capire che forma avrà la Curia di Francesco, c'è chi si spinge a ipotizzare che potrebbero non esserci berrette rosse tra le alte sfere del Vaticano. In altre parole: monsignor Richard Mueller, attuale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, potrebbe non essere promosso cardinale e restare Arcivescovo. In questo modo si realizzerebbe un altro punto del programma che viene imputato a Bergoglio: i cardinali fuori dalla Curia, nelle diocesi per un'azione pastorale; e gli arcivescovi in Curia nei dicasteri. In questo modo si “abbasserebbe” anche il peso della Curia sul governo della Chiesa universale.

I PRIMI NOMI- Ma vediamo chi è indicato tra i possibili futuri cardinali. Intanto c'è da dire che per il momento si parla di pochi italiani. Il Papa vorrebbe procedere a nomine di respiro internazionale, anche perché al momento i cardinali elettori sono 109 e il limite massimo, fissato da Paolo VI nel 1975, è di 120. Per abbattere questo limite bisognerebbe emanare una nuova Costituzione Apostolica, modificando la “Universi Dominici Gregis” di Giovanni Paolo II del 1996, che ha avuto una messa a punto (l'obbligo della regola dei 2/3) da parte di Benedetto XVI. Non è dato sapere se il Papa procederà a queste modifiche delle norme sul Conclave (e generalmente da Paolo VI in poi i Papi hanno sempre proceduto a modifiche delle leggi sull'elezione papale), ma non è detto che in un futuro il Papa possa scegliere di allargare il numero di cardinali elettori oltre i 120. Detto questo, si parla di una berretta per il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, una (forse) per l'Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia. Potrebbe arrivare il cardinalato a Beniamino Stella, attuale Prefetto della Congregazione per il Clero; e Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia che sta preparando il Sinodo straordinario 2014 proprio sul matrimonio. A proposito di Pontifici Consigli, qui bisognerà vedere se e quante berrette arriveranno. La lista? Eccola: al Pontificio consiglio per della pastorale per gli operatori sanitari c'è monsignor Zygmunt Zimoski, polacco classe 1949 e chiamato nel 2009 da Benedetto XVI a Roma a succedere al cardinale Javier Lozano Barragan. In forse per monsignor Claudio Maria Celli, attuale presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali. In lista anche monsignor Rino Fisichella, alla guida del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. E poi c'è un nome che gira: si parla di una berretta anche per Carlo Maria Viganò, il Nunzio apostolico negli States che diede il via a Vatileaks.

ENIGMA PALERMO- Tra i possibili cardinali segnaliamo un bergogliano apprezzato dal Papa: è Michele Pennisi, oggi Arcivescovo di Monreale, che potrebbe ottenere la berretta se venisse trasferito a Palermo. Ma su Palermo c'è al momento una certa confusione, dal momento che Pennisi è arrivato a Monreale solo da febbraio (e sarebbe una carriera praticamente fulminea); e sta iniziando a circolare l'ipotesi del trasferimento a Palermo dell'attuale Arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, dal 2008 alla guida della Chiesa girgentana e che presiede la Commissione episcopale per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Italiana. Montenegro, messinese classe '46, che a Lampedusa ha accolto nel maggio scorso Papa Francesco. Vedremo anche questa, soprattutto perché Francesco potrebbe anche decidere di confermare l'Arcivescovo uscente di Palermo, cardinale Paolo Romeo: generalmente questo significa almeno un paio d'anni di attesa, nel corso dei quali il Papa potrebbe ponderare altri candidati (o potrebbe a questo punto prendere sempre più corpo l'ipotesi Pennisi).

ARRIVI ARGENTINI. E MULLER? - Altro nome che potrebbe diventare cardinale è quello del rettore dell'Università Cattolica Argentina, Mons. Victor Manuel Fernandez, classe 1962 da Alcira (Cordoba, Argentina) e sacerdote dal 1985 con una licenza in teologia – specializzazione biblica – conseguita a Roma presso l'Università Gregoriana nel 1988. Un teologo di razza che ha lavorato con la Conferenza Episcopale Argentina, dove è stato perito della Commissione Fede e Cultura e del Segretariato per la Formazione Permanente, oltre che membro del comitato di saggi che ha indicato all'episcopato argentino l'aggiornamento delle linee pastorali. Il suo debutto a livello continentale è stato nel 2007 quando ha collaborato con il CELAM, che riunisce le Conferenze Episcopali Latinoamericane, su riflessione teologica e pastorale, oltre che per i lavori preparatori della V conferenza CELAM ad Aparecida. E resta sempre da capire se ci sarà la berretta per Mueller, alla guida della Congregazione per la Dottrina della Fede. Certo è che è un buon vecchio (e grande) amico di Benedetto XVI. Che lo conosce bene.

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