Ponte sullo Stretto, fari sull’approvazione del progetto definitivo
La Procura di Roma ha delegato il Ros dei Carabinieri all’esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare, informatica e conseguente eventuale sequestro a carico di tre persone.
Nel dettaglio, si tratta di un avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria già Consigliere di amministrazione della società ”Stretto di Messina Spa’‘, un imprenditore 65enne reggino, residente a Roma e un 70enne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti (in quiescenza dal febbraio 2026) indagati, in concorso tra loro, per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.
Le indagini, come si spiega in una nota della procura di Roma, hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica ”Ponte sullo Stretto di Messina”.
Ponte sullo Stretto, Ciucci: “Sorpresi. Totalmente estranea ai fatti”
“Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”. Lo dice l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci in relazione all’indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, “La società – dichiara Ciucci – prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal DL ‘Commissari’ dell’11 marzo 2026″.
Ponte sullo Stretto, la reazione delle opposizioni
La notizia arriva a metà mattina e il primo a giudicare “gravissimo” quanto emerso è il leader dei Verdi Angelo Bonelli che ricorda: “Non più tardi di tre settimane fa ho depositato alla Procura di Roma il sesto esposto integrativo sulle procedure adottate dal Governo, che a mio avviso violano le norme italiane ed europee in materia di appalti e ambiente. I nostri esposti servono per fare chiarezza considerato che il governo ha negato al sottoscritto atti e documenti trasmessi alla Corte dei Conti”.
L’avvocato e l’imprenditore – si spiega in una nota della autorità giudiziaria romana – al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina S.p.A’, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata.
Il M5s punta il dito contro il leader della Lega e ministro dei Trasporti, primo sostenitore del progetto: “confido nel lavoro della magistratura ma Salvini dovrebbe spiegare come si può continuare a impegnare 14 miliardi di euro degli italiani su un’opera il cui iter viene ora travolto tra le altre cose da un’inchiesta che riguarda proprio il sistema dei controlli? Per questo deve venire immediatamente in Parlamento a riferire”, dice Vittoria Baldino vicepresidente pentastellata.
Dello stesso avviso il Pd che con il capogruppo Francesco Boccia sostiene: “Fare chiarezza diventa sempre più urgente. Dietro l’ennesima bandiera di propaganda di questo governo proliferano situazioni equivoche su cui bisogna assolutamente far luce. Per accelerare i tempi dell’opera, nel frattempo, così come abbiamo sempre denunciato, in Parlamento sono state calpestate regole e trasparenza. Oltre ad aver sottratto, senza alcun confronto, risorse economiche a Calabria e Sicilia. E’ il caso che il governo venga al più presto in aula a riferire su quanto sta accadendo, perché la situazione sta diventando insostenibile”.


