“Per risolvere il rebus dobbiamo capire in quale grosso guaio si erano cacciati”: gli investigatori del duplice omicidio di Pordenone sono sempre più convinti che l’esecuzione di Trifone Ragone e Teresa Costanza sia opera di un professionista, “qualcuno che poteva permettersi il lusso di stare nel parcheggio del Palazzetto senza correre il rischio che le persone che frequentano la zona facesse caso. Un volto anonimo per tutti, come un genitore che attende il figlio dopo l’allenamento”.
Oggi i carabinieri del Ris e del Ros sono a Pordenone per cercare di dare risposte alle strade più seguite. “Stai affogando nelle tasse? Why? Se vuoi ho un paio di soluzioni”, scriveva un imprenditore della movida milanese in un sms a Teresa. Anche i social vengono passati al setaccio e si è già scoperta la presenza di profili fake dei due con cui probabilmente interagivano con altre persone lontane dalla loro cerchia di “amici”.
Resta comunque da capire in quale guaio si siano cacciati per essere uccisi in quel modo. Le piste sono diverse. Un ragazzo che frequenta la palestra dove era solita andare la coppia avrebbe dichiarato: “Un pregiudicato che ogni tanto viene da queste parti mi ha detto che secondo lui Trifone è stato ucciso perché era intervenuto in discoteca a sedare una rissa fra due albanesi finiti poi in ospedale”.
Le ipotesi sul campo sono tante: vendetta, stalker, delitto passionale. La situazione è un rebus anche per la complessità delle loro vite. Teresa si faceva chiamare Greta quando lavorava come hostess a Milano o ragazza immagine in Friuli, lui per non mettere in imbarazzo l’Esercito usava lo pseudonimo di Luca Bari quando lavorava in discoteca. Trifone faceva il ballerino al Palmariva di Fossalta di Portogruaro e anche l’accompagnatore di donne mature in tutto il Nordest. Mister Lignano, in passerella anche per lo scettro di mister Friuli Venezia Giulia, all’occorrenza faceva anche il modello o posava come Luca B. diventando mister gennaio sul calendario. Teresa da due settimane lavorava come subagente alla Zurich.
Sono proprio queste frequentazioni e queste due vite così intricate a complicare le indagini e alimentare un ventaglio di piste che non accenna a restringersi. L’ipotesi passionale è duplice: potrebbe essere uno spasimante di Teresa entrato in “guerra” con Trifone oppure una soldatessa innamorata del militare e in grado di maneggiare le armi. Ovviamente si indaga anche sulla possibilità del delitto su commissione magari in seguito a un matrimonio messo in crisi dall’attività nascosta di Trifone.
Ma resta aperta anche la pista della criminalità organizzata, in particolare quella dell’Est, soprattutto per le modalità dell’omicidio compiuto con estrema freddezza. Potrebbe essere qualcosa correlato a quegli affari con ambienti milanesi o del giro delle palestre. Si vaglia anche l’ipotesi nel giro degli anabolizzanti. Sullo sfondo anche la mafia italiana. Lo zio di Teresa fu vittima di lupara bianca a Favara (Agrigento) e il padre della ragazza è stato costretto a fuggire al Nord per salvare la famiglia. Trifone, nipote di un generale della Guardia di finanza che aveva combattuto la Sacra corona unita, secondo la nonna potrebbe essere stato punito per aver preso le distanze dalla criminalità organizzata.
