
La salma di Erich Priebke e’ a Pratica di Mare. Dopo gli scontri ieri ad Albano Laziale, che hanno di fatto sospeso le esequie del gerarca nazista, il feretro e’ stato portato nella notte all’aeroporto militare. Ora e’ la diplomazia a scendere in campo. “Il governo ha seguito con molta attenzione la vicenda e sono in corso colloqui con il prefetto. Non escludo contatti con l’ambasciatore di Germania in Italia”, ha affermato il sindaco di Roma Ignazio Marino. Il governo tedesco pero’ si chiama fuori sostenendo che spetta ai parenti del criminale di guerra nazista decidere cosa fare con la sua salma. “Non riesco a vedere alcuna responsabilta’ o ruolo del governo federale per quanto riguarda questa vicenda”, ha sottolineato un portavoce del ministero degli Esteri, che poi ha aggiunto: “Come regolarsi con le spoglie di un cittadino tedesco (deceduto) all’estero e’ essenzialmente una questione dei familiari”. Inoltre il governo di Berlino ha aggiunto di non aver ricevuto alcuna richiesta ufficiale per la sepoltura dell’ex ufficiale delle Ss, ma ha ammesso che ci sono stati “contatti informali” con Roma su cui non ha fornito dettagli.
Ieri ad Albano la rabbia della popolazione e’ esplosa: il feretro e’ stato preso a calci e pugni e non sono mancati momenti di tensione. Due militanti dell’estrema destra sono stati fermati per aver partecipato ad alcuni scontri con un gruppo di antifascisti davanti la confraternita San Pio X. I due, un 21enne e un 35enne sono stati denunciati per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e lancio di oggetti. Ora all’ingresso dell’aeroporto militare di Pratica di mare ci sono solo cameraman, fotografi e giornalisti. Non si sono avuti problemi di ordine pubblico e un elicottero della Polizia sorvola la zona per controllare anche le strade limitrofe. In giornata dovrebbe essere resa nota la decisione sul destino della salma di Priebke che potrebbe essere trasportata in un’altra nazione. “Dobbiamo smettere di nominare quel nome. Lui e’ il boia delle Fosse Ardeatine e basta”, ha detto il presidente della comunita’ ebraica di Roma Riccardo Pacifici. “Non ci interessa dove porteranno la salma – ha aggiunto – ma l’importante e’ che non ci sia nessun mausoleo o luogo di pellegrinaggio”. Pacifici ha poi sottolineato che l’introduzione del reato di negazionismo consente di allinearci agli altri Paesi europei “ed e’ una grande medicina per inchiodare gli spacciatori dell’odio e per dare serenita’ agli ultimi sopravissuti”.
