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Cronache
papa francesco 04

Prima udienza generale del Mercoledì per Papa Francesco, in una piazza San Pietro gremita di fedeli. Il Papa è arrivato a bordo della jeep scoperta e ha compiuto un lungo giro tra i fedeli.

LA CRONACA (a cura di Antonino D'Anna)

11:55 IL PENSIERO PER IL MEDIO ORIENTE- "Cari pellegrini di lingua araba e del Medio Oriente, non abbiate paura di seguire con coraggio Gesu' crocifisso e risorto, portando a tutti la gioia e la luce della vostra fede". Con queste parole - pronunciate in italiano e tradotte in arabo da uno speaker - Papa Francesco si e' rivolto ai gruppi del Libano e della Terra Santa presenti oggi alla sua prima Udienza Generale.

11:52 IL PENSIERO PER LA REPUBBLICA CENTRAFRICANA- "Cessino immediatamente le violenze e i saccheggi e si trovi quanto prima una soluzione politica alla crisi che ridoni la pace e la concordia". E' questo l'appello per la Repubblica Centrafricana, "caro Paese da troppo tempo segnato da conflitti e divisioni", lanciato da Papa Francesco al termine della sua prima Udienza Generale. "Seguo con attenzione - ha detto il nuovo Pontefice - quanto sta accadendo in queste ore nella Repubblica Centrafricana e assicuro la mia preghiera per tutti coloro che soffrono, in particolare per i parenti delle vittime, i feriti e le persone che hanno perso la propria casa e sono state costrette a fuggire".

11:50 LA GIOIA OSCURA DEL PETTEGOLEZZO- Il tradimento di Giuda puo' essere paragonato al pettegolezzo, al parlare male degli altri. Ne e' convinto Papa Francesco che lo ha affermato nella breve omelia tenuta questa mattina nella "Casa Santa Marta" in Vaticano, a commento del Vangelo del Mercoledi' Santo. "Non so perche', ma c'e' una gioia oscura nella chiacchiera", ha spiegato con un'enfasi, registrata dalla Radio Vaticana: ed e' stata forse la denuncia di un male che notoriamente affligge anche la Curia. "A volte - ha aggiunto - cominciamo da parole buone, ma poi all'improvviso arriva la chiacchiera e comincia quello che il Papa definisce "spellare l'altro". Ma "ogni volta che chiacchieriamo, ogni volta che 'spelliamo' l'altro facciamo la stessa cosa che ha fatto Giuda". Il Vangelo, ha ricordato, "presenta il tradimento di Giuda per 30 denari. Uno dei Dodici, uno degli amici di Gesu', uno di quelli che gli erano piu' vicini parla con i capi dei sacerdoti trattando il prezzo del tradimento. Gesu' e' come una mercanzia: e' venduto". Secondo Papa Francesco, capita "tante volte anche nel mercato della Storia, nel mercato della nostra vita quando noi scegliamo i 30 denari e lasciamo Gesu' da parte, guardiamo il Signore che e' venduto. E a volte noi con i nostri fratelli, con i nostri amici, tra noi, facciamo quasi lo stesso". Accade "quando chiacchieriamo l'uno dell'altro". Questo e' vendere, e "la persona di cui chiacchieriamo e' una mercanzia, diventa una mercanzia. E con quanta facilita' - ha esclamato - noi facciamo questo! E' la stessa cosa che ha fatto Giuda". Questo, dunque, l'invito del nuovo Papa: "mai parlare male di altre persone". Giuda, quando ha tradito Gesu' "aveva il cuore chiuso, non aveva comprensione, non aveva amore, non aveva amicizia". Cosi', anche noi quando spettegoliamo non abbiamo amore, non abbiamo amicizia, tutto diventa mercato: "vendiamo i nostri amici, i nostri parenti". Allora - ha esortato il Papa - "chiediamo perdono perche' lo facciamo all'amico, ma lo facciamo a Gesu', perche' Gesu' e' in questo amico, in questa amica. E chiediamo la grazia di non 'spellare' nessuno, di non chiacchierare di nessuno". E se ci accorgiamo che qualcuno sparla di noi - ha concluso Francesco - non facciamoci giustizia con la nostra lingua, ma preghiamo il Signore per lui, dicendo 'Signore, aiutalo!'".

11:36 A SORPRESA STAMATTINA ALLA MESSA PER I DIPENDENTI- A sorpresa il Papa si e' recato questa mattina nella Basilica di San Pietro dove ha salutato i dipendenti vaticani riuniti per la messa presieduta dal cardinale Angelo Comastri, ringraziandoli per il lavoro svolto in Vaticano. La Radio Vaticana ha poi trasmesso le parole pronunciate dal Pontefice. Eccole: "voglio ringraziarvi per questo e chiedervi di pregare per me: ne ho bisogno perche' io sono anche un peccatore, come tutti. E voglio essere fedele al Signore. Pregate per me. Vi auguro Buona Pasqua. Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca, come mamma buona. Grazie".

11:25 FA PENA VEDERE LE CHIESE CHIUSE- "Fa pena vedere tante parrocchie chiuse". Papa Francesco ha aggiunto a braccio questa considerazione alla sua prima catechesi. "Gesu' - ha spiegato - non ha casa perche' la sua casa e' la gente, la sua missione e' aprire a tutti le porte di Dio, essere la presenza di amore di Dio". "Dobbiamo uscire - ha ripetuto - incontro agli altri, uscire sempre con l'amore e la tenerezza di Dio: noi mettiamo la mani, i piedi, il cuore , ma e' Dio che li guida".

11:23 LE SOFFERENZE- Per Papa Francesco, bisogna resistere "alla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l'orizzonte dell'azione creativa di Dio". "Dio - ha osservato - e' uscito da se stesso per venire in mezzo a noi, ha posto la sua tenda tra noi per portarci la misericordia di Dio che salva e dona speranza. Anche noi, se vogliamo seguirlo e rimanere con Lui, non dobbiamo accontentarci di restare nel recinto delle novantanove pecore, dobbiamo 'uscire', cercare con Lui la pecorella smarrita, quella piu' lontana". "Qualcuno - ha continuato il Pontefice - rivolto ai 25mila fedeli presenti - potrebbe dire: ma padre 'non ho tempo', 'ho tante cose da fare', 'e' difficile', 'che cosa posso fare io con le mie poche forze?'". "Spesso ci accontentiamo di qualche preghiera, di una messa domenicale distratta e non costante, di qualche gesto di carita', ma non abbiamo il coraggio di 'uscire' per portare Cristo". In proposito il Papa ha fatto l'esempio di San Pietro che "non appena Gesu' parla di passione, morte e risurrezione, di dono di se', di amore verso tutti lo prende in disparte e lo rimprovera. Quello che dice Gesu' sconvolge i suoi piani, appare inaccettabile, mette in difficolta' le sicurezze che si era costruito, la sua idea di Messia. E Gesu' guarda i discepoli e rivolge a Pietro forse una delle parole piu' dure dei Vangeli: 'Va' dietro a me, Satana! Perche' tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini'". "Dio - ha insistito Bergoglio - pensa sempre con misericordia; Dio pensa come il padre che attende il ritorno del figlio e gli va incontro, lo vede venire quando e' ancora lontano, segno che lo aspettava, andava tutti i giorni sulla terrazza della sua casa; Dio pensa come il samaritano che non passa vicino al malcapitato commiserandolo, ma soccorrendolo senza chiedere nulla in cambio; Dio pensa come il pastore che dona la sua vita per difendere e salvare le pecore". 11:09 ANDARE VERSO TUTTE LE PECORELLE- La Chiesa non deve "accontentarsi delle 99 pecorelle", ma uscire dal suo ovile per andare a cercare quella perduta. E' stato questo il messaggio di Papa Francesco nella catechesi alla sua prima Udienza Generale. "Occorre uscire da se stessi - ha detto - per andare incontro agli altri, verso le periferie, verso quelli che sono piu' lontani, che piu' hanno bisogno di consolazione, di aiuto". "C'e tanto bisogno - ha spiegato - di portare la presenza di Gesu' Misericordioso. La logica della Croce non e' prima di tutto quella del dolore e della morte ma quella del dono di se', che porta vita". Dunque, bisogna "uscire da se stessi, da un modo stanco e abitudinario di vivere la fede, chiuso nei propri schemi".

10:57 DIO PENSA SEMPRE CON MISERICORDIA- "Dio pensa sempre con misericordia, non dimenticate questo: Dio pensa come il padre che attende il ritorno del figlio e gli va incontro appena lo vede venire da lontano. Che vuol dire? Che andava tutti i giorni a vedere se il figlio sarebbe tornato a casa. Dio pensa come il samaritano, che non passa vicino al malcapitato commiserandolo, ma soccorrendolo senza chiedere nulla in cambio. Senza chiedere se fosse ebreo, pagano, samaritano, ricco, povero. Non domanda niente, non chiede nulla. Va in suo aiuto: così è Dio". Così un lungo e toccante passaggio dell'intervento di Papa Francesco.

10:48 GESU' NON HA CASA- Il Papa commenta il passo del Vangelo di Marco: "Gesù non ha casa, perché la sua casa è la gente!"

10:44 IL SALUTO- "Fratelli e sorelle buongiorno". E' in questo modo che il Papa ha salutato i fedeli dopo la lettura del Vangelo di Marco. Poi ha ricordato di aver preso il testimone da Benedetto XVI e annunciato che dopo Pasqua riprenderà la catechesi sull'Anno della Fede. In particolare, il Papa ha detto: "Fratelli e sorelle buon giorno sono lieto di accogliervi in questa mia prima Udienza Generale. Con grande riconoscenza e venerazione raccolgo il testimone dalle mani del mio amato Predecessore".

10:34 IL PAPA IN MEZZO AI FEDELI- Come faceva ogni mercoledi' Benedetto XVI, Papa Francesco ha compiuto un giro in jeep scoperta tra i fedeli prima di dare inizio all'Udienza Genrale, la prima del suo Pontificato. Il comandante della gendarmeria vaticana, generale Domenuico Giani, che cammina a piedi accanto alla vettura, solleva i bambini fino al Pontefice perche' possa baciarli. In piazza ci sono circa 25mila fedeli, come risulta dalle riprese che mostrano i settori gremiti.

9:30 LA CHIESA VADA VERSO LE PERIFERIE DELLE ESISTENTE- "La Chiesa e' chiamata a uscire da se stessa e dirigersi verso le periferia, non solo quelle geografiche ma anche quelle esistenziali". Sono parole pronunciate dal cardinale Jorge Bergoglio prima di diventare Papa, durante una delle congregazioni generale pre-Conclave. Le pubblica Avvenire citando il cardinale cubano Jaime Ortega che ha avuto esplicita autorizzazione da Papa Francesco di divulgarle (il foglietto preparato e letto da Bergoglio e' nelle sue mani e restera' all'Avana). "Quando la Chiesa non esce da se stessa per evangelizzare diviene autoreferenziale e si ammala", aggiunge Bergoglio nel suo breve intervento, evidentemente molto apprezzato dai cardinali elettori in quanto in Conclave il suo nome e' stato il piu' votato in tutti i 5 scrutini, a cominciare dal primo. Secondo il futuro Pontefice, la Chiesa deve quindi guardare alle "periferie esistenziali: quelle del mistero del peccato, del dolore, delle ingiustizie, dell'ignoranza... del pensiero, di ogni miseria". "Pensando al prossimo Papa: un uomo che, dalla contemplazione di Gesu' Cristo e dall'adorazione a Gesu' Cristo, aiuti la Chiesa a uscire da se stessa verso le periferie esistenziali, che la aiuti ad essere la madre feconda che vive 'la dolce e confortante gioia dell'evangelizzazione'", afferma Bergoglio nel testo, in cui fa riferimento ai "possibili cambiamenti e riforme necessari per la salvezza delle anime". "Quando la Chiesa non esce da se stessa per evangelizzare - spiega il cardinale Bergoglio - diviene autoreferenziale e si ammala... Quei mali che, nel corso del tempo, avvengono nelle istituzioni ecclesiastiche hanno una radice autoreferenziale, una sorte di narcisismo teologico". "Nell'Apocalisse Gesu' dice che e' alla porta e chiama. Evidentemente il testo fa riferimento al fatto che suona alla porta per entrare. Penso pero' - precisa Bergoglio - nelle volte in cui Gesu' suona dal di dentro affinche' lo facciamo uscire. La Chiesa autoreferenziale pretende un Gesu' Cristo dentro di se' e non lo lascia uscire". "Quando e' autoreferenziale, la Chiesa crede senza accorgersi di avere luce propria; smette di essere il 'mysterium lunae' e lascia lo spazio a quel male cosi' grave che e' la mondanita' spirituale. Quel vivere - sottolinea - per darsi gloria uno con l'altro". "Semplificando - conclude - ci sono due immagini della Chiesa: quella che evangelizza ed esce da se stessa; quella 'Dei Verbum Religiose audiens et fidenter proclamans', oppure la Chiesa mondana che vive in se', di se', per se'".

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