“Angelo… mi sto spegnendo. È tutto buio. La sofferenza in questi anni mi ha logorata a tal punto da farmi arrivare a questo e ora ho paura di me stessa. Sono solo una sciocca, che credeva ai sogni… che li aspettava … d’improvviso non ho più sognato e tutto è diventato buio…”. Così, qualche settimana prima della scomparsa di Roberta Ragusa (avvenuta tra il 13 e 14 gennaio 2012), Sara Calzolaio scrive via email all’amante Antonio Logli, marito dlela Ragusa. Lo ha svelato in tv il programma “Quarto Grado” nella puntata di venerdì 17 ottobre. Solo pochi giorni fa la diffusione invece delle lettera della Ragusa al marito.
Decisa a terminare la relazione, la donna – considerata “movente morale” dell’omicidio per il quale è indagato Logli – prosegue: “Non so più niente… nemmeno chi sono… mi offendo da sola per quello che ti ho fatto o per quello che ti ho fatto rischiare. PERDONAMI ANGELO… perdonami. GRAZIE dell’amore che sento uscire dal tuo cuore, dai tuoi occhi… quegli occhi che mi piacciono tanto… Ti chiedo ancora un po’ d’aiuto… ti prego. (…) TI HO AMATO TANTO…TI AMO E TI AMERÒ PER SEMPRE. Tua Sara”.
Alla mail dell’amante, Antonio Logli risponde: “Io TI AMO. Mia dolce anzi dolcissima sei la mia droga, ma quella che fa bene al cuore. Il tuo Angelo”.
In un’intercettazione ambientale tra i due amanti – sempre diffusa da “Quarto Grado” – la donna lo accuserebbe di essere in qualche modo responsabile della morte di suo padre, avvenuta una ventina di giorni dopo la scomparsa di Roberta Ragusa. Ella afferma: “Ecco, almeno se fossimo stati insieme, se almeno mi avesse vista sistemata, sarebbe stato bene e sarebbe ancora qui. Te l’ho detto tante volte di divorziare: mi sento sola e vivo nel buio”.
In un’altra intercettazione, Valdemaro Logli e la moglie Carla, genitori dell’indagato, invece, si confrontano dopo la scomparsa della nuora. La donna comincia a nutrire dubbi su quanto è successo. Carla: “Ma è possibile… secondo te…?”. Valdemaro: “Stai tranquilla, queste indagini finiranno e passerà tutto per Antonio. Andrà tutto a posto”.
Con queste parole, il padre di Antonio Logli rassicura la moglie dicendole che ormai per Roberta non sarebbe stato più conveniente tornare, dopo tutto quel tempo e che evidentemente la nuora stava bene dov’era.
Proposte sempre in esclusiva “Quarto Grado”, le parole messe a verbale dalla collaboratrice domestica della famiglia Logli. La donna ha dichiarato che il giorno dopo la scomparsa di Roberta Ragusa, avrebbe visto Antonio Logli grattare insistentemente con un ferro in quel punto del cortile dove, contrariamente alle abitudini, l’uomo aveva parcheggiato l’auto la sera precedente.

