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Ranucci rompe il silenzio sui social: “La storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza”. FdI: “Ignobile”

Il conduttore di Report pubblica “La voce che spaventa”. I parlamentari di FdI in Vigilanza lo accusano di un paragone “ignobile”

Ranucci rompe il silenzio sui social: “La storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza”. FdI: “Ignobile”

Sigfrido Ranucci pubblica sui social “La voce che spaventa” e richiama Moro, Piersanti Mattarella, Falcone e Borsellino. Fratelli d’Italia reagisce accusando il conduttore di Report di essersi paragonato alle vittime di terrorismo e mafia e gli chiede spiegazioni sui rapporti con Valter Lavitola.

Ranucci cita Moro, Mattarella, Falcone e Borsellino. FdI lo accusa di un paragone ignobile

Sigfrido Ranucci sceglie Facebook per intervenire nel giorno in cui Valter Lavitola ha ammesso davanti al gip di essere il mandante dell’attentato contro il giornalista. Il conduttore di Report pubblica una foto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e intitola il post “La voce che spaventa”.

“La voce che spaventa. Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza”.

Ranucci prosegue collegando la morte dei quattro alla capacità di comprendere e raccontare ciò che avevano davanti: “Muoiono tutti nello stesso identico modo – si legge ancora nel post di Ranucci – , non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta”.

Il post arriva mentre l’inchiesta sull’attentato del 16 ottobre 2025 ha portato all’arresto di Lavitola, negli anni diventato fonte e amico di Ranucci. Secondo l’ipotesi investigativa, l’attentato avrebbe dovuto aumentare la popolarità del giornalista in vista di un possibile ingresso in politica. Lavitola, nell’interrogatorio di garanzia, ha invece sostenuto di aver agito per il bene di Ranucci e per far aumentare il suo livello di protezione.

La reazione politica arriva dai componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione di Vigilanza Rai, che leggono il post come un paragone tra Ranucci e Moro, Piersanti Mattarella, Falcone e Borsellino: “Ranucci si paragona a Moro, Piersanti Mattarella, Falcone e Borsellino, scrivendo di essere “una voce che spaventa”. Ma a spaventare non è la sua voce, bensì i suoi silenzi. Usi la sua voce libera per spiegare perché il giornodella perquisizione a Lavitola è stato due ore al telefono con il presunto mandante dell’attentato per tentare di concordare un alibi per lo stesso Lavitola”.

FdI chiude l’attacco contestando direttamente l’accostamento con le vittime di terrorismo e mafia: “Aspettiamo trepidanti di ascoltare questa voce, ma nel frattempo non possiamo non giudicare ignobile che Ranucci si paragoni a chi davvero la mafia l’ha combattuta e che per sua mano ha trovato la morte”.

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