“La mafia non può fare da paravento a tutte le stragi che ci sono state in Italia”. Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, commenta in un’intervista ad Affaritaliani.it l’assoluzione di Totò Riina nel processo per la strage del Rapido 904 del 23 dicembre 1984.
Ferdinando Imposimato, che indicazioni possiamo trarre dall’assoluzione di Totò Riina nel processo per la strage del Rapido 904?
La mafia non può fare da paravento a tutte le stragi che ci sono state in Italia. Il mandante della strage del Rapido 904 non è stato Riina. I mandanti veri sono altri.
A chi allude?
La strage del Rapido 904, per la quale ricordo che è stato condannato Pippo Calò per esserne l’esecutore materiale, rientra nell’ambito della strategia della tensione. Totò Riina, come per tante altre stragi, non può esserne considerato il mandante e nemmeno l’esecutore visto che nel caso del Rapido 904 non intervenne materialmente.
Il legale di Riina ha tirato in ballo i servizi segreti.
Credo che il discorso vada fatto complessivamente. Al massimo i servizi segreti possono essere stati in alcuni casi degli esecutori ma c’è una questione legata ai mandanti politici. Bisogna andare a vedere quelli che hanno fruito in qualche modo della strategia della tensione che portava alla destabilizzazione dell’ordine pubblico. Nel corso degli anni ho riesaminato più volte il ruolo dei servizi segreti e della mafia ma sono entrambi stati degli esecutori. Le responsabilità vanno cercate tra i soggetti di natura politica. Ricordiamoci che i servizi segreti sono espressione di ordini politici. Per questo possono essere stati in qualche caso gli intermediari tra esponenti politici ed esecutori materiali.
Insomma, Cosa Nostra viene spesso tirata in ballo anche dove non c’entra?
Le stragi sono sempre state compiute per finalità ben precise che vanno al di là degli interessi della mafia. Io conosco bene il ruolo che i servizi segreti hanno giocato in alcuni fatti delittuosi in vari fatti. Per quanto riguarda Piazza Fontana, per esempio, erano al servizio di altri soggetti che qualcuno ha individuato nella Cia. La realtà è che spesso viene utilizzata la mafia per coprire altre responsabilità.
@LorenzoLamperti


