Binari piu’ certi per il percorso dei decreti legge, regolamentazione delle discussioni, vaglio piu’ stringente e filtri agli emendamenti. Verra’ introdotto un meccanismo articolato che permettera’ un maggiore controllo del governo per quanto riguarda gli iter dei decreti legge. La modifica dei regolamenti e’ chiesta a gran voce dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ma anche dal premier Enrico Letta che oggi aprendo il Consiglio dei ministri ha sottolineato la necessita’ “di cambiare le regole” e di un maggior raccordo tra maggioranza ed esecutivo. Ma in ogni caso palazzo Chigi si assume le proprie responsabilita’ dopo il ‘pasticcio’ del dl Salva Roma. Oggi il governo ha riparato all’incidente dei giorni scorsi, mentre il Capo dello Stato per raccomandare un buon uso della decretazione d’urgenza e’ stato costretto ad inviare una lettera ai presidenti di Camera e Senato e al presidente del Consiglio. Ragion per cui il Capo dell’esecutivo ha insistito sull’importanza di rivisitare la normativa e di accelerare sulle riforme.
Ma dietro le quinte sia alcuni ministri che molti parlamentari del Pd ammettono uno stato di incertezza nella maggioranza. Matteo Renzi, spiega un suo stretto collaboratore, e’ determinato ad accelerare. Ai suoi ha spiegato la necessita’ di un ‘tagliando’, ovvero di mettere subito nero su bianco un’agenda forte per il Paese, anche per cambiare un metodo di lavoro che ha causato in questi giorni il cortocircuito tra governo e Parlamento. Subito la legge elettorale innanzitutto. Tempi brevi, bisogna chiudere un’intesa – riferiscono fonti vicine al segretario del Pd – tra il 7 e il 20 gennaio, non oltre. Poi accordo sulla riforma costituzionale e sul piano del lavoro. “Renzi – sottolinea la stessa fonte – si e’ accorto che la palude romana esiste per davvero, ma e’ determinato a ottenere subito dei risultati. Su di lui si sono caricate troppe aspettative, non possiamo deludere gli italiani che lo hanno votato”.

