Voleva vendicare la strage nella chiesa afroamericana di Charleston, nella carolina del Sud, Vester Lee Flanegan, il killer dei due reporter in Virginia. La rivendicazione a sfondo razziale e’ contenuta nel manifesto di 23 pagine inviato via fax alla Abc News dal Killer, con lo pseudonimo di Bryce Williams, un paio d’ore prima dell’omicidio in diretta tv.
Nel suo manifesto, Flanegan – morto in ospedale verso le 13.30 dopo aver tentato il suicidio durante la fuga – esprime anche apprezzamento per la sparatoria nel campus del Virginia Tech nel 2007 e per la strage nella scuola di Columbine, in Colorado, nel 1999 sulla quale il regista Michael More realizzo’ un documentario.
SEGUE/ Video: l’ultimo frame del social killer
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I REPORTER UCCISI IN DIRETTA TV – Sono stati freddati in diretta tv due reporter della Wdbj7. Il killer, un ex collega, riesce a filmare la strage e la pubblica sui social media, prima di togliersi la vita durante la fuga. “Ho filmato la sparatoria, andate a vedere su Facebook”, ha annunciato sul suo profilo. Il duplice omicidio e’ avvenuto intorno alle 6.45 a Moneta, in Virginia. L’omicida, il 41enne afroamericano Vester Lee Flanagan, si e’ sparato quando gli e’ stato intimato l’alt sulla statale 66 dalla polizia, dopo un inseguimento in auto. Le vittime sono la giornalista di 24 anni Alison Parker e il cameramen di 27 anni Adam Ward. Sono morti assassinati mentre stavano realizzando un’intervista live ad una rappresentante della locale Camera di commercio, Vicki Gardner, rimasta ferita ma in condizioni stabili dopo un intervento chiururgico. Flanagan aveva lavorato per un anno nella stessa emittente tv prima di essere licenziato. “Alison ha fatto commenti razzisti eppure e’ stata assunta”, ha denunciato il killer sui social media, dove scriveva con lo pseudonimo di Bryce Williams, lo stesso nome che utilizzava quando lavorava per l’emittente e con il quale avrebbe anche inviato una documentazione di 23 pagine via fax alla Abc News.
Il general manager dell’emmittente, Jeffrey Marks, ha descritto il killer come una persona “infelice”, “con la quale era difficile lavorare”. E dopo diversi “episodi incresciosi abbiamo deciso di lasciarlo andare”, ha spiegato. Su Facebook, la polizia ha precisato di aver localizzato “l’auto sospetta” verso le 11.30 ora locale, intimandogli di fermarsi. Lui ha invece accelerato, finendo fuori strada. L’uomo si era sparato. Non e’ morto sul colpo ed e’ stato ricoverato in ospedale dove e’ morto. Erano benvoluti e stimati, i due reporter uccisi. La redazione della Wdbj era il centro della vita professionale e privata dalla Parker, fidanzata da nove mesi con un anchor della stessa stazione, Chris Hurst, con il quale era da poco andata a convivere, secondo quanto postato da lui su Twitter dopo la tragedia. “Non lo avevamo reso pubblico ma ci amavamo molto”, ha scritto su Twitter Hurst. I colleghi descrivono la Parker come una “rockstar” delle news, molto apprezzata per il suo zelo e la sua passione. Originaria della Virginia, aveva inziato alla Wdbj7 con uno stage mentre studiava alla Madison University. Ward aveva appena compiuto 27 anni e stava pianificando un trasferimento a Charlotte dove la sua findanzata, la collega producer Melissa Ott, aveva trovato un nuovo lavoro. “Ha dimostrato di essere un incredibile fotogiornalista – ha commentato il general manager della tv Marks – anche alla fine del turno, sulla via di casa, se avesse sentito qualcosa avrebbe lasciato tutto per lavorarci”. Intervenendo sulla strage, la Casa Bianca ha sollecitato il Congresso ad agire con ungenza per imporre una stretta sulle armi.

