Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Riconoscimento facciale con l’IA, il governo accelera ma Pd e M5S insorgono. Che cosa prevede la legge

Riconoscimento facciale con l’IA, il governo accelera ma Pd e M5S insorgono. Che cosa prevede la legge

Il nodo è la raccolta preventiva dei dati biometrici di persone non sospettate. Per il Csx è un passo verso la sorveglianza generalizzata

Riconoscimento facciale con l’IA, il governo accelera ma Pd e M5S insorgono. Che cosa prevede la legge

Il governo spinge sul decreto che recepisce l’AI Act, ampliando l’uso dell’intelligenza artificiale nella sicurezza pubblica. Nei luoghi considerati sensibili- piazze, stadi, cortei- i dati biometrici di chi passa davanti alle telecamere potranno essere conservati per sette giorni. Se in quel periodo verrà commesso un reato, le immagini diventeranno materiale d’indagine; altrimenti saranno cancellate. La mossa arriva mentre il clima politico è ancora segnato dalle violenze di Bologna e dagli scontri No Tav. In commissione Politiche europee del Senato, la maggioranza approva il parere favorevole. Pd e M5s chiedono un rinvio; al diniego, abbandonano i lavori denunciando un “blitz”.

Il nodo non è l’uso del riconoscimento facciale dopo un reato, già previsto dall’AI Act in casi circoscritti, ma la raccolta preventiva dei dati biometrici di persone non sospettate. Per il centrosinistra è un passo verso la sorveglianza generalizzata, il “Grande Fratello” che Bruxelles ha cercato di evitare. Il decreto, oltre 90 pagine, introduce l’IA come strumento operativo delle forze di polizia. L’articolo 8 autorizza il riconoscimento biometrico in tempo reale nei casi più gravi come terrorismo e persone scomparse con via libera dell’autorità giudiziaria anche orale. Ma è l’articolo 10 a creare la frattura: disciplina anche la fase prima del reato, ampliando il perimetro rispetto al testo europeo.

Il presidente della commissione, Giulio Terzi di Sant’Agata (Fdi), rivendica la coerenza con i principi di proporzionalità, sorveglianza umana e trasparenza. La relazione illustrativa insiste: nessuna decisione affidata agli algoritmi, controllo umano in ogni fase, limiti chiari. Le opposizioni non ci stanno. Per Filippo Sensi (Pd) è “un altro mattoncino dello Stato di polizia”. Pietro Lorefice (M5s) parla di “deriva pericolosa” e Parlamento ridotto a “formalità”. Angelo Bonelli (Avs) denuncia “profilazione di massa”. Riccardo Magi (+Europa) affonda: “Da Fratelli d’Italia a Grande Fratello d’Italia è un attimo”.

Il Garante privacy aggiunge peso alle critiche: pur giudicando il decreto complessivamente coerente con l’AI Act, chiede più garanzie su supervisione umana, banche dati biometriche e sperimentazioni. E avverte: il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici nei luoghi pubblici non è coerente con le norme europee, che prevedono riconoscimento facciale solo ex post e in ricerche mirate. Il testo ora passa alle commissioni Affari europei, Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato, prima dell’ultimo ritorno in Consiglio dei ministri.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE POLITICA