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Cronache
Rischio idrogeologico, accordo Bacino Appennino Meridionale e Comune di Minori

Contro lo sgretolamento della Costiera Amalfitana a causa delle continue frane prende il via l’Accordo di Collaborazione stipulato tra l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e il Comune di Minori. L'accordo punt a dare risposte al pressante problema del rischio idrogeologico.

Il Comune di Minori (come gran parte del territorio della Costiera Amalfitana, patrimonio mondiale dell’Unesco) è interessato da estese e rilevanti problematiche di natura idrogeologica che da anni minacciano, oltre che l’incolumità pubblica, il rilevante patrimonio storico, culturale, architettonico, ambientale e paesaggistico. 

Il 77,2% dell'intero territorio comunale è infatti classificato rischio da frana elevato (R3) o molto elevato (R4); il 3,9% (coincidente con una gran parte del centro abitato di Minori) è classificato quale area a rischio R3 o R4 da colate rapide di fango. 

Complessivamente l’81,1% dell’intero territorio comunale, ivi incluso l’intero territorio urbanizzato, è caratterizzato e perimetrato come interessato da livelli di pericolosità/rischio elevato o molto elevato da frana o da colata. (dal “Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico). 

Migliorare le condizioni di sicurezza degli abitanti di Minori, mettere in atto interventi di organica sistemazione;tutelare e valorizzare il sistema ambientale, antropico e culturale, sono solo alcune delle azioni previste nel programma integrato per la gestione del rischio idrogeologico realizzato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, guidato dal segretario Vera Corbelli, in collaborazione con il comune di Minori. Le risorse destinate alle attività hanno un valore complessivo di 650mila euro delle quali 500mila provenienti dal Por Fesr 2014-2020 della Regione Campania e 150mila dal Dam (Distretto Appennino Meridionale).

Il piano prevede anche di "rendere compatibili gli interventi previsti dalla pianificazione a scala locale, al fine di garantire un livello qualitativo di vita accettabile per le popolazioni residenti e la promozione di necessarie funzioni e servizi di tipo sociale o connesse al turismo, indispensabili per lo sviluppo sociale ed economico della comunità locali. Inoltre si prevede di garantire la sostenibilità degli interventi mediante il ricorso a misure per contenere e/o mitigare le condizioni di rischio con il coinvolgimento del partenariato pubblico/privato. L’idea è quella di costituire un modello da estendere ed attuare in altri contesti affetti dalle stesse criticità".

A questo proposito si è svolto il 30 novembre scorso un incontro tecnico-operativo tra il sindaco del Comune di Minori, Andrea Reale, ed il segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino MeridionaleVera Corbelli, supportati da dirigenti e funzionari di entrambi gli enti. 

Oggetto dell’incontro è stata l’attuazione di un innovativo percorso tecnico-scientifico e operativo finalizzato alla gestione del rischio idrogeologico ed alla tutela e valorizzazione del sistema ambientale, antropico e culturale, comprensivo altresì dei processi di partecipazione, informazione e concertazione, anche a supporto delle attività economiche.

Si è così pervenuti ad uno specifico Programma tecnico-operativo, economico  e temporale contenente la dettagliata individuazione di tutte le attività da porre in essere: indagini, analisi e studi di dettaglio a carattere multidisciplinare (topografici, urbanistici, geologici, geomorfologici, geotecnici, idrologici, idraulici, ambientali), strettamente interconnessi tra loro, indispensabili alla migliore comprensione del sistema  fisico/ambientale e propedeutici alle più adeguate misure (strutturali e non strutturali, materiai e immateriali) per la salvaguardia della vita umana e delle tante ricchezze  ambientali, culturali e paesaggistiche.

Al percorso di attività così definito si affiancheranno modalità di partecipazione pubblica aperte a tutti gli attori sociali coinvolti (istituzioni, cittadini, organismi associativi.

L’iter delineato produrrà un “percorso tecnico-scientifico operativo gestionale pilota” da estendere ad altri comuni ed aree della Costiera caratterizzati da analoghe criticità. 

 

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