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Cronache

 

 

joele leotta 500

Aveva scritto domenica l'ultimo posto su Facebook. Per raccontare la sua nuova avventura inglese. E invece è stato ucciso la sera stessa a 19 anni perché italiano. E' successo a Maidstone, capitale del Kent. La vittima, Joele Leotta, di Nibionno, in provincia di Lecco, è stato massacrato di botte nell'appartamento in cui risiedeva da circa 10 giorni, dopo essersi trasferito per un periodo di studio e lavoro in Gran Bretagna. "Ci rubi il lavoro", sarebbe stata la frase pronunciata dagli assassini di Joele, otto ragazzi inglesi fra i 21 e i 25 anni.

Joele, insieme a un amico, Alex Galbiati, anche lui del Lecchese, da alcuni giorni si era trasferito nell'appartamento di Maidstone e aveva iniziato a lavorare in un ristorante della zona. Come racconta il quotidiano "Il Giorno", proprio qui sarebbe iniziata nella serata di domenica la lite che ha avuto il suo epilogo con la spedizione nell'appartamento dei ragazzi: alcuni clienti avrebbero infatti più volte importunato i due ragazzi, accusandoli di aver occupato il letto di un loro connazionale e di rubare il lavoro ai sudditi di Sua Maestà.

IL MASSACRO - La discussione sembrava terminata, ma dopo la fine del turno, quando i due lecchesi stavano per andare a letto, nel loro appartamento hanno fatto irruzione gli otto ingelesi e li hanno picchiato a sangue. Joele è morto poco dopo l'arrivo in ospedale, Alex, nonostante le numerose ferite, sarebbe fuori pericolo. La polizia inglese ha arrestato i nove presunti colpevoli: sette sono stati fermati subito dopo la spedizione punitiva, mentre stavano per cenare in un ristorante, gli altri due la notte dopo.

LA PREMEDITAZIONE - Un omicidio premeditato. Su questa ipotesi sta lavorando la polizia londinese nei confronti del gruppo di ragazzi che domenica scorsa ha ucciso Joele. Secondo quanto si riesce a ricostruire in queste ore, il ragazzo e il suo amico Alex Galbiati, anche lui di Nibionno, qualche ora prima avrebbero avuto una discussione con il gruppo di nove ragazzi del posto che li accusavano di rubare il lavoro ai giovani locali. La cosa sembrava essersi conclusa con qualche spintone e parola grossa.

NON E' CERTO IL MOVENTE RAZZIALE - Un portavoce della polizia del Kent, Richard Allan, dice però che "non si può ancora parlare di movente razziale, in quanto le indagini per stabilire l'accaduto sono tuttora in corso". Di fatto i nove ragazzi infatti non sono inglesi. Il padre: "So solo che è morto"

IL PADRE - "L'unica cosa certa è che mio figlio è stato ucciso, che si tratta di omicidio... sul movente io non posso ancora dire nulla". Lo ha detto, raggiunto telefonicamente a Londra, Ivan Leotta, padre di Joele, il ragazzo ucciso nel Kent. "Era arrivato solo una settimana fa, escludo abbia avuto il tempo di infilarsi in situazione di rischio".

IL SINDACO DI NEBBIOLO - Tuttavia, il sindaco di Nibionno, Claudio Usuelli, sottolinea che, da quanto ha appreso, i giovani che hanno aggredito Joele e il suo amico "hanno sfondato la porta della loro camera urlando 'italiani di m..., ci rubate il lavoro". Usuelli dice poi che la comunità di Nibionno è "sconvolta" dall'omicidio di Joele. E' "sconvolgente", secondo Usuelli, che "un ragazzo lasci il proprio Paese per cercare un'esistenza libera" e trovi la morte "da parte di energumeni, perché solo così vanno chiamati". Il sindaco di Nibionno polemizza anche con le autorità inglesi che hanno avvisato con ritardo quelle italiane.

UN BRITANNICO E OTTO EUROPEI: LE NOVE PERSONE ARRESTATE - Sono europei ma non e' ancora chiara la loro nazionalita' le altre otto persone arrestate insieme ad un britannico per l'omicidio. Lo riferisce l'Indipendent. Il quotidiano ha raccolto anche la testimonianza di una donna, Charlotte Cheng, che vive in un appartamento accanto a quello dove si e' verificata l'aggressione mortale. "Ho visto la colluttazione attraverso una finestra di casa mia che si trova giusto di fronte una loro camera da letto, nascosta dietro una tenda", ha raccontato la donna. "Ho sentito urlare ma nessuno parlava in inglese e non ho capito una parola di quanto dicevano. Una persona e' stata trasportata da un lato all'altro della stanza. E' successo tutto molto in fretta, nella camera ho visto due o tre persone", ha aggiunto. Poi "si sono spostati in un altro lato dell'appartamento, scendendo le scale".

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