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Cronache
nicole minetti miami (121)Nicole Minetti

La somma complessiva, 810 mila euro, non la dice lei ma risulta dalla somma delle cifre indicate durante la testimonianza al processo 'Ruby bis' a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. La giornalista di Mediaset, Silvia Trevaini, ha raccontato ai giudici di avere ricevuto, tra case e bonifici, questa somma, oltre allo stipendio da giornalista di Mediaset ("tra i 2.500 e i 3.000 euro al mese") e a un bonifico di 2.500 euro mensile a partire dal febbraio 2012 "per i danni di immagine che ho avuto all'interno della mia stessa azienda".

Trevaini, che ha 30 anni, ha raccontato ai giudici di avere conosciuto Silvio Berlusconi nel 2004 "quando ero in vacanza coi miei genitori a Porto Rotondo e il presidente usci' in piazzetta per fare una passeggiata". La giovane precisa che, all'epoca, lavorava gia' "come valletta in un programma di benessere a Mediaset". Da quel momento col Cavaliere si crea un rapporto familiare: "Berlusconi - afferma la teste - mi ha inserito nella sua famiglia, ho partecipato a eventi politici e familiari con lui, conosco i suoi figli Barbara, Luigi e Piersilvio". "Nel 2007 - continua - ho ricevuto un contributo per una casa a Milano due di 290 mila euro, poi nel 2009 ho venduto questa casa e ne ho comprata un'altra a Milano in piazza Santo Stefano: la differenza di prezzo tra i due appartamenti, 440mila euro, me l'ha data Berlusconi". Inoltre, la teste, chiamata dalla difesa Minetti, riferisce di avere ricevuto una 'regalia' di 80mila euro. Oltre a cio', Trevaini rivela di ricevere dal febbraio 2012 un bonifico di 2500 euro "come risarcimento per i danni" derivanti dal processo Ruby: "ho avuto danni molto seri all'interno della mia stessa azienda, purtroppo una donna gia' viene penalizzata come donna, e poi la mia crescita professionale ha subito un arresto".

PER COLPA DEL PROCESSO VISITE FISCALI A MIO PADRE - Tra i "danni" che lamenta di avere subito dal processo Ruby, la giornalista di Mediaset Silvia Trevaini lamenta anche "problemi lavorativi per mio fratello e mio padre. In particolare mio padre ha avuto una messa in discussione della sua credibilita' lavorativa, ricevendo molti controlli fiscali che interrompono in modo periodico la sua attivita' nel campo delle costruzioni". Quanto ai bonifici di 2500 euro che incassa dal febbraio 2012, Trevaini spiega: "non so quanto dureranno, il presidente l'ho visto quest'estate, ma non ne abbiamo parlato". "Come si e' accorta di ricevere questi bonifici?", le chiede un avvocato di parte civile durante il controesame. Lei risponde: "nessuno mi ha detto niente, avevo letto sui giornali che Berlusconi voleva aiutare le ragazze coinvolte in Ruby, ma non me l'aspettavo". In relazione al suo lavoro come giornalista a Mediaset, la giovane afferma che "Berlusconi non si e' mai permesso d'interferire nella mia carriera".

TREVAINI, MINETTI IN COSTUME? LIBERA DI FARLO... - "Cos'ho pensato quando ho visto ad Arcore la Minetti in costume? Che ognuno e' libero di fare quello che vuole". Cosi' Silvia Trevaini, chiamata a testimoniare al processo Ruby bis, racconta un episodio delle serate nella residenza del premier durante le quali, precisa rispondendo alla domanda di un avvocato, "non c'erano atteggiamenti di natura sessuale" da parte di Berlusconi e dei suoi ospiti. "A cena ci si confrontava su temi di attualita' - afferma - dopo si scendeva in taverna dove le ragazze ballavano in gruppo e facevamo degli spettacoli normalissimi, tipo Bagaglino, con costumi di scena e autoironia". Trevaini, finalista a Miss Muretto nel 2005, ha definito "molto a suo agio" Melania Tumini, la ragazza portata da Nicole Minetti ad Arcore che ai pm ha raccontato di avere visto scene 'hard' che l'hanno sconvolta.

YESPICA, FATTO FOTO CON LEI IN SALA BUNGA BUNGA - Al processo a carico di Fede, Mora e Minetti, ha testimoniato anche la show-girl Aida Yespica. L'ex subrette venezuelana del Bagaglino ha raccontato che durante una serata ad Arcore, nell'aprile 2010, ho fatto una foto con Ruby nella sala che poi ho scoperto, leggendo i giornali, si chiama del Bunga Bunga, e ha aggiunto: "me lo ha chiesto lei di fare una foto insieme dopo avermi detto che era bellissima". La Yespica ha descritto come serate normali e "senza spogliarelli" le cene nella residenza dell'ex premier.

TESTE, BERLUSCONI MI DISSE 'SIAMO INTERCETTATI' - "Silvio mi ha detto: guarda che siamo intercettati, non dire soldi ma di' benzina". Con queste parole, in un italiano un po' stentato, Raissa Skorkina, racconta in una intercettazione del 27 settembre del 2010, del 'monito' che riceve dal cavaliere durante le indagini sul caso Ruby. Chiamata a testimoniare nel processo a carico di Minetti, Fede e Mora, la modella russa riferisce di aver conosciuto Berlusconi nel 2010, in Sardegna, e di averlo visto successivamente "qualche volta a Roma, tante volte ad Arcore", poi nel 2008 "una volta ogni tre mesi, perche' mi diceva che era impegnato. Prima lo vedevo tantissimo". "Ho ricevuto denaro per alcuni problemi, se un amico ti vuole dare una mano non vuol dire andare a letto con lui, non mi fate passare per quella che non sono". Ogni tanto mi consegnava personalmente i soldi, altre volte mi mandava un bonifico. Lo chiamavo, gli chiedevo se mi poteva dare una mano, andavo a Villa Certosa o ad Arcore e li' mi dava i soldi. Alla fine mi ha ha dato piu' di 50 mila euro", oltre a tre auto. Un "aiuto" che continua: "ricevo un bonifico mensile di tremila euro al mese da quando e' iniziato il processo, sicuramente dal 2012 perche' da quando sono implicata in questa storia non riesco a lavorare in Italia". L'ex ragazza immagine dell'agenzia di Lele Mora ricorda quando "Berlusconi mi disse di lasciare perdere col lavoro perche' mi avrebbe aiutata lui. Non fare Miss Mondo, perche' devi metterti in mostra. Saro' io il tuo angelo custode". Delle serate ad Arcore ricorda che "erano cene dove si mangiava, lui raccontava barzellette e cantava, non ho visto gente che si spogliava". Piu' di una volta il giudice, presidente del collegio, anna Maria Grasso, ha redarguito la testimone invitandola "a rispondere senza fare commenti alle domande e a non voltarsi in giro". La modella russa in una circostanza ha accusato il pm, Antonio Sangermano, "di fare il maligno" quando le ha posto una domanda su una telefonata tra lei e Lele Mora.

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ruby bistrevainiberlusconi
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