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Cronache

 


E' il giorno della difesa al processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile. Ha preso la parola Niccolo' Ghedini che ha definito "prevenuti" i giudici davanti ai quali si celebra il processo. "Nel corso di questo processo - ha detto - ho avuto l'impressione di ingenerare un certo qual fastidio nei confronti dei giudicanti". Ghedini, in apertura del suo intervento, ha chiesto di acquisire i verbali delle dichiarazioni rese da Ruby nel processo a Minetti, Fede e Mora.  


"Stratosferica e straordinaria": con questi due aggettivi Niccolo' Ghedini definisce la richiesta di pena a sei anni di carcere per Silvio Berlusconi nel processo Ruby. Ghedini ha contestato la circostanza che "non sono state concesse le generiche a Berlusconi perche' gli avvocati hanno sentito dei testimoni ad Arcore, non gli sono state date nella richiesta della Procura per colpa degli avvocati, non dell'imputato".

"La Procura dimentica - ha affermato Ghedini - che Arcore e' un grande complesso di edifici e da una decina di anni sia io che Longo abbiamo uno studio di appoggio, tanto e' vero che nelle assunzioni testimoniali appare il nome di una nostra segretaria".
 

 "La statuetta lignea non c'entra nulla con questo processo ma con la ricostruzione sociologica e morale che la Procura vuole fare della vita di Berlusconi". Lo ha affermato l'avvocato Niccolo' Ghedini durante la sua arringa al processo Ruby riferendosi alla cena del 22 agosto 2010 quando, secondo alcune testimonianze, durante la cena delle ospiti ad Arcore avrebbero mimato atti sessuali con una statuetta di Priapo. Per Ghedini, pero', e' una circostanza esclusa dal capo d'imputazione che contesta a Berlusconi di avere compiuto atti sessuali con Ruby dal 14 febbraio al 22 maggio 2010.

Nel corso della sua arringa l'avvocato risponde anche alla tesi della Procura che "i testi della difesa sono inattendibili perche' pagati da Berlusconi". "La Procura - dice il legale - dimentica che questi testi ricevevano un aiuto economico prima di questo processo e che questo aiuto e' continuato in maniera aperta, con bonifici regolari e dichiarazioni pubbliche". "Se si dovesse ritenere - ragiona - che non vi debba mai essere alcun collegamento economico, diventerebbe impossibile far testimoniare un testimone o un dipendente". 





Tutti i testimoni dell'accusa, tranne una, non hanno partecipato alle serate comprese nel periodo tra il 14 febbraio e il 2 maggio 2010, la prima e l'ultima delle cene ad Arcore a cui partecipo' Ruby. E' questo uno dei passaggi cruciali dell'arringa che Niccolo' Ghedini sta svolgendo per dimostrare l'innocenza di Berlusconi. Ghedini ha passato in rassegna questi testi, uno ad uno: Ambra Battilana, Melania Tumini, Maria Makdoum, Chiara Danese, Natasha Teatino e Imane Fadil. Tranne quest'ultima, le altre ragazze sono state ad Arcore quando Ruby non c'era, circostanza che renderebbe ininfluenti le loro deposizioni per dimostrare la colpevolezza dell'imputato.

La stessa Fadil, ricorda Ghedini, parla di "cene di tipo erotico" riferendosi a serate quando Ruby non c'era. Di contro, e' la tesi di Ghedini, ci sono 25 testimonianze che parlano di serate di natura completamente diversa rispetto a quelle raccontate dai testi dell'accusa.  

 

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