E’ stata proclamata una giornata di lutto nella repubblica russa del Tatarstan, dove ieri un Boeing 737 si e’ schiantato in fase di atterraggio uccidendo tutti i 44 passeggeri, tra cui due bambini, e i sei membri dell’equipaggio. Nel disastro aereo, avvenuto all’aeroporto di Kazan – la capitale di questa repubblica autonoma del sud della Russia – hanno perso la vita anche il figlio del presidente del Tatarstan, Rustam Minnikhanov, e il capo del dipartimento locale dei servizi di sicurezza federale, Alexander Antonov. Come riporta l’agenzia Interfax citando responsabili del Comitato investigativo che stanno indagando sulle cause dell’accaduto, la versione piu’ accredita al momento e’ quella di “un errore dei piloti e di fattori tecnici compresi guasti”.
Secondo quanto riferito dal viceministro delle Emergenze, Vladimir Stepanov, giunto sul luogo del disastro, “finora le scatole nere non sono state ancora trovate. Ci auguriamo che non siano state danneggiate”, ha poi aggiunto. Il velivolo della compagnia regionale Tatarstan Airlines, decollato da Mosca, aveva gia’ tentato senza successo di atterrare una prima volta, quando e’ esploso nell’impatto con il suolo, alle 19.30 ore locali (le 16.30 in Italia). Secondo quanto riferito dal capo del dipartimento trasporti del Comitato investigativo regionale, Alexander Poltinin, non e’ chiaro il motivo per cui il pilota abbia tentato due atterraggi. I vigili del fuoco sono prontamente intervenuti per domare le fiamme, ma per quanti si trovavano a bordo non c’e’ stato scampo. L’incendio e’ stato domato solo nelle prime ore di questa mattina. L’aeroporto di Kazan, la capitale della repubblica a maggioranza musulmana del Tatarstan (700 chilometri a est di Mosca), e’ stato chiuso al traffico e tuttora permangono forti disagi con voli nazionali e internazionali cancellati o in forte ritardo.
