Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, e’ stato condannato in primo grado a un anno di reclusione e alla interdizione di un anno dai pubblici uffici dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno per il reato di abuso d’ufficio nel processo che lo vedeva imputato per la nomina a project manager del suo capo staff Alberto Di Lorenzo nell’ambito della realizzazione di un termovalorizzatore a Cupa Siglia, nella periferia di Salerno. Ad emettere la sentenza dopo sei ore di camera di consiglio e’ stato in serata il presidente della seconda sezione penale, Ubaldo Perrotta. La condanna riguarda anche il suo ex collaboratore Di Lorenzo e il rup Domenico Barletta. Il pm Roberto Penna aveva chiesto 3 anni di reclusione per i reati di peculato e abuso di ufficio. La condanna e’ con pena sospesa. “Ci aspettavamo l’assoluzione, comunque faremo appello”. A dirlo a caldo il legale del sindaco De Luca, Paolo Carbone, subito dopo la condanna del primo cittadino a un anno di reclusione con pena sospesa e a un anno di interdizione dai pubblici uffici per il reato di abuso di ufficio. “Non commento, comunque non mi aspettavo questo epilogo”, ha dichiarato a caldo l’ex capo staff di De Luca, Alberto Di Lorenzo, presente in aula, condannato anche lui a un anno di reclusione insieme al dirigente comunale, Domenico Barletta. De Luca e gli altri due imputati sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali. I fatti contestati risalgono al 2008, quando De Luca ricopriva l’incarico di commissario del Governo guidato da Romano Prodi per la realizzazione di un termovalorizzatore in localita’ Cupa Siglia, nella periferia del capoluogo. Secondo l’accusa, De Luca avrebbe conferito l’incarico di project manager al suo capo staff comunale Di Lorenzo che non era in possesso dei titoli per svolgere il suo ruolo. Il collegio giudicante comunque non ha condannato De Luca per peculato come chiesto dal pm.
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