Il provvedimento è precauzionale e riguarda la ristorazione collettiva pugliese destinata soprattutto a bambini e persone fragili. Non equivale a un divieto nazionale sui pomodori.
Salmonella e pomodori, la Puglia ferma i crudi nelle mense: il provvedimento è precauzionale
Pomodori freschi crudi temporaneamente fuori dai menù delle mense scolastiche, ospedaliere e delle strutture che assistono persone fragili in Puglia. La Regione ha scelto la linea della cautela dopo l’emersione di casi di salmonellosi collegati al consumo di pomodori freschi. La sospensione è stata richiesta dal Dipartimento Salute e riguarda la ristorazione scolastica, socio-assistenziale, ospedaliera e le case di cura. Nei menù, i pomodori freschi crudi possono essere sostituiti temporaneamente con altri vegetali cotti.
Il punto da chiarire subito è un altro: non si tratta di un divieto nazionale al consumo di pomodori.
Salmonella, i casi segnalati in quattro regioni
La documentazione richiamata dalla Regione fa riferimento a casi registrati in Puglia e Lombardia e a focolai individuati anche nel Lazio e in Friuli-Venezia Giulia, collegati al consumo di pomodori freschi. Le analisi svolte dal Policlinico di Bari hanno identificato diversi sierotipi di salmonella. Le indagini hanno inoltre evidenziato, tra i casi analizzati tra il 2025 e il 2026, una ricorrenza nel consumo di pomodoro ciliegino crudo. Proprio perché ricostruire con precisione la filiera e attribuire ogni singolo caso a uno specifico prodotto richiede ulteriori verifiche, il provvedimento pugliese è stato adottato in via prudenziale.
Lo stop non riguarda tutti i pomodori venduti in Italia
La distinzione è essenziale per evitare di trasformare una misura sanitaria mirata in un allarme generalizzato. Lo stop riguarda al momento specifici servizi di ristorazione collettiva in Puglia, in particolare quelli destinati a bambini, pazienti e categorie fragili. Non equivale quindi a dire che tutti i pomodori presenti nei supermercati italiani siano contaminati o che ne sia stato vietato il consumo in tutto il Paese. Le verifiche sulla filiera proseguono e sarà l’evoluzione degli accertamenti a stabilire quando la Regione potrà revocare la misura o se saranno necessari ulteriori interventi.


