Matteo Salvini ritiene che chi è direttamente coinvolto nella vicenda debba fermarsi finché la magistratura non avrà fatto chiarezza. Sigfrido Ranucci reagisce su Facebook e attribuisce al vicepremier una richiesta alla Rai di sospenderlo.
Il vicepremier cita i rapporti con Lavitola e chiede di aspettare il corso della magistratura
Dal cantiere della nuova stazione ferroviaria del Pigneto, a Roma, Matteo Salvini sostiene che il denaro pubblico non debba continuare a finanziare chi è coinvolto nella vicenda che riguarda Sigfrido Ranucci. Il vicepremier richiama anche i rapporti tra il giornalista e Lavitola.
“Penso che gli italiani meritino chiarezza e fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti tra Ranucci e Lavitola, che erano costanti e amichevoli e qualche problema c’è stato, penso che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda. Io non penso che gli italiani debbano pagare lo stipendio a qualcuno che è coinvolto in una vicenda torbida”. Alla domanda se ritenga necessario sospendere anche il programma, Salvini risponde sì e indica l’attesa degli accertamenti come condizione per chi è direttamente coinvolto.
Il vice premieri aggiunge: “Io non ce l’ho con lui. C’è stato un attentato? Solidarietà unanime e sconcerto giustamente, ma adesso emerge che uno dei suoi più cari amici è stato arrestato perché sarebbe stato il mandante. Fino a quando gli italiani che pagano questo stipendio non avranno chiarezza, ritengo che sia utile aspettare che la magistratura faccia il suo corso”.
Poco dopo arriva la risposta di Sigfrido Ranucci. Il conduttore di Report pubblica su Facebook un messaggio interamente in maiuscolo: “Il ministro Salvini chiede alla Rai la mia sospensione”. Ranucci accompagna il post riprendendo la notizia sulle dichiarazioni del vicepremier con il titolo: “Finché non c’è chiarezza meglio Report senza Ranucci”.

