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Sante visite/ Napolitano incontra Francesco. Il Papa: il dialogo tra Santa Sede e Italia è per il bene del popolo

cronaca a cura di Antonino D’Anna

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Un colloquio di 24 minuti tra il Papa e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha incontrato stamane Francesco in Vaticano. Un incontro cordiale. Papa Francesco ha voluto rivolgere attraverso il presidente Napolitano il suo più cordiale saluto “all’intero Popolo italiano, i cui rappresentanti – ha sottolineato nel discorso rivolto al Capo dello Stato – l’hanno recentemente eletta per un nuovo mandato alla più alta carica dello Stato”. “La sua visita, signor presidente – ha detto ancora il Pontefice – si inserisce in una storia di rapporti ormai lunga, e ancora una volta conferma, dopo vicende anche travagliate e dolorose, la normalità e l’eccellenza delle relazioni tra Italia e Santa Sede”.

ITALIA E VATICANO UNITE DAL CONCORDATO- Poi il Papa osserva: “Il dialogo tra Italia e Santa Sede ha come fine principale il bene del popolo italiano e come sfondo ideale il suo ruolo storicamente unico in Europa e nel mondo”. Non solo: “In Italia la collaborazione tra Stato e Chiesa, sempre rivolta all’interesse del popolo e della società, si realizza – ha rilevato il Pontefice nel suo discorso a Napolitano – nel rapporto quotidiano tra le istanze civili e quelle della comunità cattolica, rappresentata dai Vescovi e dai loro organismi, e in modo del tutto particolare dal Vescovo di Roma”. Relazioni che “si sono sviluppate specialmente dopo la Conciliazione e l’inserimento dei Patti Lateranensi nella Costituzione italiana, e quindi, in un’ottica nuova, dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II e l’Accordo di revisione del Concordato”.

COME RATZINGER: I COLLI SI GUARDANO- Nella prima visita di Napolitano in Vaticano e nella sua partecipazione alla messa per l’inizio del ministero petrino, per Papa Francesco “può essere espressa efficacemente con l’immagine dei due Colli, il Quirinale e il Vaticano, che si guardano con stima e simpatia” già evocata da Benedetto XVI in un’analoga circostanza. “Davvero – ha aggiunto Papa Bergoglio nel suo discorso al Capo dello Stato – l’Italia può essere un esempio nella comunità dei popoli, come è stato riconosciuto a più riprese da personalità anche molto diverse e, negli ultimi tempi, è apparso evidente dall’intensità del rapporto di stima e di amicizia tra Lei, signor Presidente, e Sua Santità Benedetto XVI”.

LA LIBERTA’ RELIGIOSA MINACCIATA- Parole dure dal Papa in tema di libertà religiosa. Ecco che cosa dice a Napolitano: “Nel mondo di oggi la libertà religiosa è più spesso affermata che realizzata. Essa, infatti, è costretta a subire minacce di vario tipo e non di rado viene violata”. Poi: “I gravi oltraggi inflitti a tale diritto primario sono fonte – afferma con forza – di seria preoccupazione e devono vedere la concorde reazione dei Paesi del mondo nel riaffermare, contro ogni attentato, l’intangibile dignità della persona umana”.

LA CRISI IN ITALIA- Francesco osserva anche la situazione economica, che colpisce anche il nostro Paese. “Il momento storico che stiamo vivendo è segnato anche in Italia, come in molti altri Paesi, da una crisi globale profonda e persistente, che accentua i problemi economici e sociali, gravando soprattutto sulla parte più debole della società”. Tanto che: “Preoccupanti – scandisce il Papa – appaiono soprattutto i fenomeni quali l’indebolimento della famiglia e dei legami sociali, la decrescita demografica, la prevalenza di logiche che privilegiano il profitto rispetto al lavoro, l’insufficiente attenzione alle generazioni più giovani e alla loro formazione, in vista anche di un futuro sereno e sicuro”.

(Segue: il Papa dà la carica ai cattolici ricordando il loro impegno politico nel corso della storia italiana. Napolitano: i Colli continueranno a guardarsi, la libertà religiosa va tutelata e difesa. E sottolinea l’affetto del nostro Paese per Francesco…)

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FRANCESCO DA’ LA CARICA AI CATTOLICI- Parlando sempre dell’Italia, il Papa invita a: “Garantire e sviluppare l’impianto complessivo delle istituzioni democratiche”. Un impegno “non facile” che Papa Francesco auspica possa essere perseguito da tutti i cittadini italiani e segnatamente da “noi cattolici”, come ha sottolineato ricordando come ad esso “nei decenni trascorsi proprio hanno contribuito in modo determinante, leale e creativo i cattolici italiani”. “In un “momento di crisi come l’attuale – ha aggiunto – è dunque urgente che possa crescere, soprattutto tra i giovani, una nuova considerazione dell’impegno politico, e che credenti e non credenti insieme collaborino nella promozione di una società dove le ingiustizie possano essere superate e ogni persona venga accolta e possa contribuire al bene comune secondo la propria dignità e mettendo a frutto le proprie capacità”.

L’AFFETTO PER GLI ITALIANI: MI SENTO A CASA- Attraverso Napolitano, la cui vista è stata da lui “molto gradita”, Francesco ha poi voluto rivolgere il suo grazie “a tutti gli italiani per l’affetto caloroso con cui mi hanno accolto dopo la mia elezione: mi hanno fatto sentire di nuovo a casa!”. “Possa l’Italia – ha auspicato il Papa con chiaro riferimento alla situazione degli immigrati – essere sempre una casa accogliente per tutti. Per questo – ha poi concluso rivolgendosi sempre al presidente della Repubblica – assicuro la mia preghiera, mentre di vero cuore benedico lei e i suoi cari, quanti sono al servizio della cosa pubblica e l’intero popolo italiano”.

ITALIA, CORAGGIO- Un forte incoraggiamento all’Italia è stato POI rivolto da Papa Francesco nel discorso a Napolitano. “Anche in ambito civile – ha osservato il Pontefice – è vero ciò che la fede ci assicura: non bisogna mai perdere le speranze”. “Quanti esempi in questo senso – ha detto ricordando la sua origine di figlio di immigrati italiani – ci hanno dato i nostri genitori e i nostri nonni, affrontando ai loro tempi dure prove con grande coraggio e spirito di sacrificio”. “Più volte – ha ricordato – Benedetto XVI ha ribadito che la crisi attuale dev’essere occasione per un rinnovamento fraterno dei rapporti umani”.Il popolo italiano – ha chiesto il Papa nel discorso a Napolitano – può e deve superare ogni divisione e crescere nella giustizia e nella pace, continuando così a svolgere il suo ruolo peculiare nel contesto europeo e nella famiglia dei popoli”. In proposito Francesco ha esortato l’Italia ad attingere “con fiducia e creatività dalla sua ricchissima tradizione cristiana e dagli esempi dei suoi santi patroni Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, come pure di numerose figure religiose e laiche, e dalla testimonianza silenziosa di tante donne e tanti uomini”.

NAPOLITANO AL PAPA: E’ TEMPO DI SOLIDARIETA’- L’inasprirsi della crisi e dei problemi sociali impongono un “tempo di riflessione, di cambiamento, di solidarietà e giustizia”, soprattutto in considerazione della “condizione giovanile”. Lo ha detto Giorgio Napolitano nel suo discorso a Papa Francesco. Non solo: tra Italia e Vaticano c’è una “chiara distinzione ed una fattiva concordia”, che segnano un rapporto “radicato nella storia ed arricchitosi nel corso del mio mandato”. Per Napolitano è possibile l’auspicio: “Ci incontreremo ancora sulla strada tra i due colli”, Vaticano e Quirinale, ha aggiunto. Il presidente, nel corso del suo intervento di fronte a Papa Francesco, ha rivolto “un sentito e grato pensiero ed augurio a Benedetto XVI”. E sulla religione ha precisato: “La libertà religiosa ancora oggi è negata e brutalmente calpestata. E’ nostro dovere prenderne le difese”. Con parole d’affetto per il nuovo Vicario di Cristo: “La sentiamo profondamente vicino, anche la stessa scelta del suo nome testimonia il suo amore per il nostro Paese”.

Sempre a proposito di solidarietà, il presidente sottolinea un punto. Egoismo dominante, crisi sociale e comportamenti immorali: il mondo ricco che, come l’Italia, sta scoprendo al suo interno sacche sempre piu” ampie di povertà deve reagire con la solidarietà e la giustizia. Giorgio Napolitano lo evidenzia nel suo discorso: “Santità, dalla sua elezione si è subito manifestata la sua attenzione e premura per i sofferenti e per gli emarginati, per le persone e le famiglie vittime dell’avidità e dell’egoismo dominanti, ed è risuonato il Suo appello alla Chiesa e ai cristiani perché ne prendano le parti e ne abbiano cura”. Ancora: “Il Suo sguardo è universale, ma le Sue parole – prosegue Napolitano – toccano e sollecitano anche e in particolare noi italiani. Il nostro è un paese che, tra quelli pur classificati come ‘ricchi’, ha nel suo seno aree e fenomeni di poverta’ estesisi nei recenti anni di crisi come non mai da decenni. E’ tempo dunque di riflessione e di cambiamento, di solidarietà e di giustizia, con l’urgenza che il disagio di vasti strati sociali e in special modo la condizione giovanile fortemente richiedono”. ” La necessità di una nuova visione dello sviluppo dell’economia e della società si pone per l’Europa nel suo complesso, stimolandone drammaticamente l’unione e chiamandola ad una piena comprensione delle nuove realtà emergenti e delle istanze ancora inascoltate dei popoli di diversi continenti rimasti nel passato ai margini dello sviluppo mondiale”, ha aggiunto. “Il cambiamento che s’impone in Italia non può non toccare anche comportamenti diffusi, allontanatisi gravemente da valori spirituali e morali che soli possono ispirare la ricerca di soluzioni sostenibili per i nostri problemi, di prospettive più serene e sicure”. “E’ questo lo sforzo cui attendiamo con tenacia e senza mai cedere allo scoramento, senza mai smarrire la speranza”, ha concluso Napolitano.