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Cronache

 

Ugo Cappellacci

Proseguono le iniziative della Giunta regionale della Sardegna per la zona franca. Il presidente Ugo Cappellacci ha scritto al Commissario europeo per la fiscalita' e l'unione doganale, l'audit e la lotta antifrode, Algirdas Semeta. Nella missiva il governatore, oltre a ribadire il contenuto della precedenti comunicazioni, delle deliberazioni adottate dai Consigli Comunali dell'isola e la richiesta di modifica del nuovo codice doganale comunitario, chiede al commissario un incontro per approfondire la questione.

"Con questa iniziativa - scrive Cappellacci - la Sardegna assume una posizione forte di contrasto della palese e inaccettabile violazione per i cittadini sardi dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana, dal Trattato di Lisbona in materia di coesione economica, sociale e territoriale. L'immediata attivazione in tutto il territorio della Sardegna di una zona franca integrale - prosegue il presidente - e' un atto dovuto e gia' contemplato direttamente e indirettamente dal vigente quadro normativo nazionale ed europeo che deve solo essere soltanto armonizzato e reso coerente con situazioni del tutto assimilabili come quelle riguardanti, per l'Italia, la Regione della Valle d'Aosta e i territori extra-doganali di Campione d'Italia e di Livigno". Il documento si chiude con l'invito, rivolto al commissario, a visitare la Sardegna al fine di una "puntuale comprensione della grave e perdurante crisi che colpisce l'apparato produttivo e delle oggettive difficolta' economiche e sociali attraversate dai cittadini dell'isola". 

LEGGI LA DELIBERA

LA DELIBERA – L’iniziativa è stata presa dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, lo scorso 7 febbraio che con una delibera ha richiesto “la modifica del regolarmente prevedendo che tra i territori extradoganali dell’Italia sia indicato anche il territorio della Sardegna, isole minori comprese”. Cinque giorni più tardi, il 12 febbraio, ecco la richiesta ufficiale inviata alla Commissione Europea per l’inserimento della Sardegna nell’elenco delle zone franche italiane unitamente a Livigno e Campione. Non a caso nel testo si fa subito riferimento al Trattato di Lisbona che sancisce “l’impegno solenne dell’Unione Europea alla riduzione dei divari tra le regioni ed al rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale”. L’istituzione della zona franca consente, secondo la Regione, di “compensare lo svantaggio relativo alla natura insulare e ultraperiferica della Sardegna, di limitare il fenomeno dello spopolamento dell’isola e di mantenere la pace sociale”.

LE CONSEGUENZE – Gli effetti della zona franca si faranno sentire su tutto il territorio sardo. A partire da Portoscuso, il primo comune che già da mesi ha ottenuto questo riconoscimento ufficiale. Cappellacci sottolinea che “oltre 240 consigli comunali dell’isola” si sono espressi a favore di questa misura, di fatto chiedendo il provvedimento. Ma che cosa succederà concretamente a partire dal 24 giugno 2013 con l’ufficializzazione della zona franca? Sul territorio non esisterà più il ricarico sui prodotti dell’Iva e il costo della benzina calerà drasticamente. La speranza di Cappellacci, e dei singoli comuni, è di ridare impulso all’economia regionale. Già in molti si sbilanciano, prevedendo un’ondata di nuovi investimenti esterni in Sardegna.

Twitter: @LorenzoLamperti

Tags:
sardegnazona francaiva
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