Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Save the Children, lavoro minorile: “Un bimbo su 15 in Italia è sfruttato”. Il report

Save the Children, lavoro minorile: “Un bimbo su 15 in Italia è sfruttato”. Il report

L’analisi riguarda i bambini che vanno dai 7 ai 15 anni

Save the Children, lavoro minorile: “Un bimbo su 15 in Italia è sfruttato”. Il report
Lavoro minorile

In Italia quasi un bambino su 15 fra i 7 e i 15 anni, è stato coinvolto in una forma di sfruttamento di lavoro minorile. Lo rileva Save The Children. Lo sfruttamento del lavoro minorile costituisce una violazione intollerabile dei diritti dei bambini e continua a incidere in modo profondo e duraturo sulle loro vite, compromettendone la crescita, la salute e l’equilibrio psicologico. Milioni di bambine e bambini nel mondo vengono privati dell’infanzia, esposti a condizioni che ne mettono a rischio l’integrità fisica e negano loro l’accesso all’istruzione e alle opportunità di sviluppo. Anche in Italia persistono situazioni di sfruttamento spesso sommerse, che colpiscono i più piccoli, ostacolandone lo sviluppo armonico e limitandone fortemente il futuro, in palese contrasto con i principi fondamentali di tutela e protezione dell’infanzia”. Lo dichiara Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children, in occasione della Giornata internazionale contro il lavoro minorile, che si celebra oggi in tutto il mondo.

Secondo le stime della ricerca “Non è un gioco” – condotta da Save the Children in collaborazione con la Fondazione Di Vittorio nel 2023, ma i cui dati sono ancora oggi gli unici a tracciare il fenomeno del lavoro precoce – in Italia quasi un minore su 15 tra i 7 e i 15 anni (il 6,8%) svolgeva o aveva svolto l’anno prima una attività lavorativa, ma la percentuale cresce tra i 14-15enni. In questa fascia d’età un adolescente su 5 (il 20%) svolgeva o aveva svolto l’anno prima un’attività lavorativa e poco più di un 14-15enne su 4 (il 27,8%, circa 58mila adolescenti) era stato impegnato in lavori particolarmente dannosi per i percorsi educativi e il benessere psicofisico perché svolti in maniera continuativa durante il periodo scolastico, oppure in orari notturni o comunque percepiti da loro stessi come pericolosi.