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Sbarco tragico a Ragusa, 13 morti

Fra i primissimi a soccorrere gli immigrati nel tragico sbarco di Scicli (Ragusa), dove 13 eritrei sono annegati, e’ stato un residente della zona, Massimiliano Di Fede. La sua testimonianza, raccolta dall’AGI, e’ drammatica. Secondo Di Fede, molti dei 13 annegati hanno perso la vita nel tentativo di aiutare i loro compagni. “Intorno alle 9,15 -racconta- ho sentito un gran clamore, un gran vocio pari a quello che avevo conosciuto gia’ una mattina del 2005 quando avvenne uno sbarco come questo.

Mi sono immediatamente lanciato verso la spiaggia e il primo che ho visto e’ stato un uomo di colore che mi ha colpito con un pugno alle costole. Presumo fosse uno scafista perche’ e’ stato il primo a scappare e a non aiutare tutti gli altri”. Di Fede prosegue: “Ho chiamato subito gli altri residenti della zona e ci siamo buttati in mare per aiutarli. Lo scafo era totalmente arenato e c’era chi non riusciva a nuotare e piangendo ci chiedeva di aiutare prima le donne e i bambini e poi loro.
 


Non a caso, tutti i morti sono uomini perche’ loro stessi prima di porsi in salvo hanno cercato di aiutare chi fosse piu’ in difficolta¼, anche se, lo voglio sottolineare, quelli stessi che aiutavano non sapevano nuotare”. Di Fede riferisce di aver chiamato le forze dell’ordine e l’ospedale.” Erano appunto le 9,15 e i primi soccorsi sono arrivati intorno alle 10,30. E’ impossibile questo ritardo nei soccori. Noi stessi ci siamo improvvisati a fare respirazione bocca a bocca e a cercare di fare uscire dalla bocca l’acqua che avevano bevuto. Tre siamo riusciti a salvarli, per gli altri purtroppo non c’e’ stato niente da fare”, racconta l’uomo. Cinque dei superstiti dello sbarco in cui 13 immigrati sono morti stamattina a Scicli (Ragusa) sono stati ricoverati nell’ospedale Maggiore di Modica in gravi condizioni. Una donna, che e’ apparsa in uno stato di salute critico, e’ stata invece trasferita in elisoccorso dalla spiaggia di Sampieri in un ospedale di Catania. Intanto, le forze dell’ordine avrebbero individuato tra la settantina di profughi fermati nelle campagne della zona uno scafista, anche grazie alle segnalazioni dei residenti.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha appreso con profonda commozione la notizia del tragico bilancio dell’ennesimo episodio di tratta di esseri umani davanti al litorale ragusano e ha chiesto al prefetto di Ragusa di rappresentare i suoi sentimenti di apprezzamento e di gratitudine a quanti si sono distinti nelle operazioni di soccorso. E’ quanto si legge in un comunicato del Quirinale.