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Un incubo ricorrente. Ogni mamma che partorisce, almeno per un attimo, ha il terrore che il proprio figlio venga scambiato con qualcun altro. Questa volta è successo davvero. Per fortuna l'istinto di una mamma ha fatto sì che il peggio potesse essere evitato. Una donna argentina si è resa conto intuitivamente che la neonata che le avevano consegnato nella clinica dopo il parto non era sua figlia e ha insistito affinchè venisse fatto il test del Dna. Dopo tre settimane l'amara verità: aveva ragione. Subito le è stata restituita la sua vera figlia, che no era la piccola hce le avevano affidato in clinica.

La protagonista di questa incredibile storia è Maria Lorena Gerbeno, 37enne argentina di San Juan, nell'ovest del Paese.Alla donna è subito sembrato che qualcosa non andasse. "Ho notato vari errori, dal peso del mio bebè al modo in cui era nata, ma sopratutto avevo la chiara impressione che quella che mi hanno consegnato non era mia figlia, e dunque avevo molti dubbi", ha raccontato la giovane. Come se questo non bastasse, la donna ha incontrato nell'ospedale un'altra donna, Veronica Tejada, che aveva partorito lo stesso giorno: la bambina che le avevano consegnato aveva vari punti in comune con i due figli precedenti di Gerbeno, come per esempio problemi con la bilirubina. È così che la donna ha chiesto ai responsabili dell'ospedale di eseguire analisi comparative del Dna delle due neonate e dopo tre settimane di attesa le è stato confermato che aveva ragione: le due bebè erano state scambiate dopo il parto. I responsabili del Sanatorio Argentino hanno emesso successivamente un comunicato ammettendo l'errore ed impegnandosi a rivedere le procedure del reparto maternità.

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Un incubo ricorrente. Ogni mamma che partorisce, almeno per un attimo, ha il terrore che il proprio figlio venga scambiato con qualcun altro. Questa volta è successo davvero. Per fortuna l'istinto di una mamma ha fatto sì che il peggio potesse essere evitato. Una donna argentina si è resa conto intuitivamente che la neonata che le avevano consegnato nella clinica dopo il parto non era sua figlia e ha insistito affinchè venisse fatto il test del Dna. Dopo tre settimane l'amara verità: aveva ragione. Subito le è stata restituita la sua vera figlia, che no era la piccola hce le avevano affidato in clinica.

La protagonista di questa incredibile storia è Maria Lorena Gerbeno, 37enne argentina di San Juan, nell'ovest del Paese.Alla donna è subito sembrato che qualcosa non andasse. "Ho notato vari errori, dal peso del mio bebè al modo in cui era nata, ma sopratutto avevo la chiara impressione che quella che mi hanno consegnato non era mia figlia, e dunque avevo molti dubbi", ha raccontato la giovane. Come se questo non bastasse, la donna ha incontrato nell'ospedale un'altra donna, Veronica Tejada, che aveva partorito lo stesso giorno: la bambina che le avevano consegnato aveva vari punti in comune con i due figli precedenti di Gerbeno, come per esempio problemi con la bilirubina. È così che la donna ha chiesto ai responsabili dell'ospedale di eseguire analisi comparative del Dna delle due neonate e dopo tre settimane di attesa le è stato confermato che aveva ragione: le due bebè erano state scambiate dopo il parto. I responsabili del Sanatorio Argentino hanno emesso successivamente un comunicato ammettendo l'errore ed impegnandosi a rivedere le procedure del reparto maternità.

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