Nuove accuse contro l’ex ministro Altero Matteoli. Secondo la Procura di Venezia ci sarebbero 150 mila euro “ricevuti per le bonifiche di Porto Marghera”, in aggiunta ai 400 mila che Giovanni Mazzacurati sostiene di aver consegnato a Matteoli per favorire i finanziamenti del Mose.
Nella relazione trasmessa dai pm al Tribunale dei ministri, scrive Repubblica, Matteoli viene descritto come “asservito alle politiche del Consorzio Venezia Nuova”. E, secondo i magistrati, Matteoli avrebbe imposto l’affidamento di una parte della bonifica di Porto Marghera all’imprenditore Erasmo Cinque. Accuse che Matteoli respinge seccamente al mittente: “Non sapevo nulla, non l’ho mai favorito”.
“Sono sorpreso ma sereno per la richiesta di procedere nei miei confronti avanzata al Senato dal Tribunale dei Ministri di Venezia. Non avendo mai commesso reati, e quindi non essendo stato asservito al Consorzio ‘Venezia Nuova’, spero di potermi difendere davanti ai giudici in un processo, nel quale le accuse a me mosse si riveleranno del tutto infondate”. Lo dichiara in una nota il senatore di Forza Italia ed ex ministro, Altero Matteoli. “Basta leggere l’interrogatorio svolto in California per rogatoria, con una procedura anomala, forse irregolare e senza la possibilita’ dell’intervento dei miei difensori, per rendersi conto che il mio accusatore, in modo confuso e contraddicendosi piu’ volte, fa affermazioni insensate, inverosimili ed oggettivamente false. Ciononostante – sottolinea Matteoli – ancor prima che esaminino le carte, chiedero’ ai colleghi senatori di autorizzare comunque le indagini sul mio conto perche’ desidero che su questa vicenda sia la magistratura a fare completa chiarezza affinche’ non restino ombre sul mio operato che e’ sempre stato volto al perseguimento dell’interesse generale”, conclude l’ex ministro.

