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Cronache

Al processo sul naufragio della Costa Concordia al Teatro Moderno di Grosseto è la volta della ballerina bionda Domnica Cermotan e dei maitre Ciro Onorato e Antonello Tievoli. La ballerina moldava, interrogata sui suoi rapporti con il comandante, ci impiega dieci minuti per rispondere e poi ammette: "Sì, avevo una relazione col comandante".

Domnica in aula: "Avevo una relazione con Schettino" - A Domnica Certoman servono dieci minuti per rispondere alla domanda che chiarisce una volta per tutte l'entità dei suoi rapporti con Schettino. Inizialmente non vuole rispondere, ma il giudice le spiega che non può tirarsi indietro. Alla fine la moldava cede: "Sì, ho avuto una storia sentimentale". Durante la nuova udienza al Teatro Moderno saltano fuori nuovi dettagli di quella tragica notte in cui la Costa Concordia è naufragata. E la costante degli attimi precedono e seguono l'impatto con gli scogli è sempre Domnica Cemortan. La ragazza moldava infatti era a cena con il comandante Francesco Schettino fino al momento del dessert, quando ricevette la chiamata dalla plancia per avvertirlo che la nave era nei pressi dell'Isola del Giglio.. Era sempre con Schettino, e insieme alle altre persone che erano in plancia, quando si sono diretti verso le scialuppe. Solo a quel punto le loro strade si sono divise. In plancia "tutto sembrava normale - racconta Domnica - Non ho visto niente perchè era buio, a un certo punto silenzio e lui ha iniziato a dare comandi in termini marini, e ho sentito un ufficiale che era stato sbagliato l'ordine del comandante e il comandante l'ha brontolato ripetendo l'ordine. Dopo qualche minuto, è successo quello che è successo. Non ho sentito l'impatto, l'urto, ma ho visto le luci dell'allarme". Finita l'udienza la ballerina si sfoga: "Oggi sono morta per la seconda volta. Adesso basta, voglio cominciare una nuova vita. Ho dovuto raccontare delle cose che ho tenuto nascoste. Ho una figlia e sono due anni che non lavoro".

Il primo maitre, Tievoli: "Chiesi io il passaggio" - Tievoli ha riferito di aver chiesto al comandante durante una cena di passare meno lontani dalle usuali cinque miglia dal Giglio. "Il 6 gennaio, mi sembrava che fossimo più vicini del solito'': ma per Schettino quella distanza ravvicinata non era ancora abbastanza e disse al vice di prendere nota per il 13 gennaio 2012. Quel giorno Schettino lo contattò per fissare un tavolo al ristorante, e ricordare a Tievoli che "c'era da fare il passaggio al Giglio''. Il maitre lo segnalò anche alla sua famiglia, residente sull'isola, e la sorella alle 21.08 del 13 gennaio, poco più di mezz'ora prima del naufragio, lo scrisse anche su facebook: "Tra poco passerà vicina vicina la Concordia di Costa Crociere, c'è mio fratello". E Schettino, dopo il naufragio, commentò: "Ma chi ce l'ha fatto fa'...".

La testimonianza di Onorato -  Onorato ha raccontato alcuni momenti prima dell'urto della Concordia: "Il comandante Schettino la sera del 13 gennaio 2012 era in compagnia di una signora, la moldava Cemortan, con cui cenò al ristorante Milano della nave. Mi fece i complimenti per il piatto di agnello appena mangiato, chiese il dessert e disse che poi doveva andare a fare questa accostata al Giglio''. Schettino poi invitò Onorato a seguirlo sulla plancia per ammirare la navigazione accanto al Giglio. ''Era la prima volta che assistevo ad un'accostata dalla plancia'', fatta di sera e in periodo invernale. ''Dopo l'invito sono andato con lui sul ponte di comando, c'era la signorina Cemortan; c'era il primo maitre Tievoli; sul ponte ho trovato l'hotel director Giampedroni, ho riconosciuto l'ufficiale Ciro Ambrosio''. Onorato racconta anche le tensioni subito dopo lo schianto, con alcuni passeggeri che picchiavano membri dell'equipaggio. "Il pavimento era impraticabile, c'erano stoviglie rotte a terra, la gente scappava, mi misi a coordinare i camerieri per dare assistenza ai passeggeri. Bambini e anziani erano agitati''. E Schettino gli disse: "stammi vicino, non mi abbandonare". Sugli avvisi ai passeggeri Onorato ricorda: ''Sentii dagli altoparlanti due annunci, dicevano di stare tranquilli, c'era un black out, un guasto tecnico, furono dati in varie lingue''. E aggiunge: ''Non ho sentito l'allarme falla''. Nel pomeriggio è prevista anche la testimonianza dell'ex comandante di Costa spa, Mario Palombo. In aula anche il comandante Francesco Schettino, che finora è stato presente a tutte le udienze del processo. La Cemortan ha chiesto di non vederlo.

 

 

"Abbiamo urtato uno scoglio?". E poi: "Madonna ch'aggio combinate!": questa la voce di Francesco Schettino, tratta dagli audio che il pm ha fatto ascoltare in aula a Grosseto al processo sulla Costa Concordia. Sono state ricostruite le fasi dell'urto contro gli scogli con l'ufficiale Salvatore Ursino. "Di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra" dove "mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri", aggiunge il testimone.
 

TESTIMONE CHIAVE - Il processo sul naufragio della nave Costa Concordia, vede, la testimonianza dell'ufficiale in addestramento Salvatore Ursino, presente in plancia di comando per tutta la navigazione della sera del 13 gennaio 2012, Secondo quanto riferito da Ursino, Schettino ordinò di aumentare la velocità della Costa Concordia da 15 a 16 nodi, circa cinque minuti prima dell'impatto con gli scogli: "Schettino dette l'ordine di aumentare la velocità al vice Ciro Ambrosio", ha raccontato infatti l'ufficiale. ''E' insolito sentire un ordine di timone a dritta mentre si va a 16 nodi, perché la nave sbanda e si inclina su un lato determinando la possibile caduta oggetti e persone - ricorda Ursino, nel corso della testimonianza -. C'era qualcosa di strano'' così ''di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra'' dove ''mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri, con prora a dritta e poppa verso sinistra. D'istinto mi venne di dire che la poppa era impegnata a sinistra".

Sulla plancia della nave molti ospiti - Al momento dell'impatto con gli scogli, sulla plancia, luogo della nave solitamente riservato solo agli addetti ai lavori, "c'erano il primo maitre Antonello Tievoli, il maitre Ciro Onorato, l'hotel director Manrico Giampedroni, oltre che la ragazza moldava (Domnica Cemortan, ndr) che rimase sulla porta" ed "erano lì per ammirare il passaggio ravvicinato al Giglio", ha raccontato Ursino.

 

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