“Sul tema della scuola non faremo un decreto legge, non procederemo con strumenti d’urgenza”. Lo assicura il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Siamo aperti a ogni modifica se finalizzata all’interesse dei ragazzi e di chi la scuola la vive, giorno dopo giorno”, aggiunge. Il premier si rivolge poi a chi critica la riforma: “Chi contesta ha tutto il diritto di farlo. Ma il giorno dopo, per favore, entriamo nel merito. Punto per punto. La scuola – spiega – e’ un bene troppo prezioso per lasciarlo alle ideologie e agli slogan. Noi siamo pronti a cambiare. Ma la scuola e’ di famiglie, professori, studenti: non puo’ essere lasciata agli addetti ai lavori”.
E anche il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone conferma: “Se abbiamo avviato un percorso parlamentare è perché crediamo che questo percorso parlamentare possa essere portato a compimento”. Nonostante ciò, Elena Centemero, responsabile scuola di Forza Italia, torna a chiedere un decreto ad hoc per le assunzioni: “La fiducia sull’Italicum allunga i tempi per l’approvazione del ddl scuola mentre si avvicinano le elezioni regionali e si riduce la finestra temporale per garantire l’immissione in ruolo dei docenti necessari a far partire regolarmente l’anno scolastico. E questo, evidentemente, non per colpa del Parlamento”.

