Scuola, riforma – Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera il ddl di riforma della scuola e, al termine della riunione Matteo Renzi è andato in bordo di giuggiole, anche se su Twitter stavolta è stato battuto dal ministro Dario Franceschini che ha commentato prima di lui. Comunque, Renzi ha poi detto: “Siamo riusciti dopo una lunga discussione a trovare un buon clima dentro il cdm, ora la palla al Parlamento, un testo realizzabile abbastanza rapidamente se il Parlamento lavorerà con il senso dell’urgenza”.
Per quanto riguarda alcune delle novità, Renzi ha aggiunto: “La buona scuola mette al centro lo studente e i suoi sogni di essere anzitutto un cittadino. Parliamo di cittadini da offrire alla comunità. La scuola educa e forma cittadini, mettendoli in grado di portare il proprio senso di giustizia e di bellezza all’interno del proprio paese. La scelta dell’organico funzionale porta a superare il meccanismo delle classi pollaio. Abbiamo scelto di mantenere gli scatti di anzianità per i professori, ma con una cifra aggiuntiva sul merito. Le modalità su cui ciascuna scuola premierà saranno decise dal preside”, ha spiegato Renzi, aggiungendo che sono stati messi in campo 200 milioni dal 2016, per poi aggiungere: “Esaurite le graduatorie a esaurimento si fanno i concorsi: chi li vince entra, chi li perde sta a casa. Basta con una vergognosa attività di utilizzo strumentale delle qualità degli insegnanti in Italia. Se vinci i concorsi entri, se no ”ciao””.
Dal canto suo il ministro Giannini ha detto: “Per quest’anno saranno circa 10mila la cattedre assegnate con supplenza. Si tratta di classi concorsuali per le quali non ci sono docenti nelle graduatorie ad esaurimento. Per esempio gli insegnanti di matematica, lingue, lettere”. Confermata la detrazione fiscale per le scuole paritarie fino alla secondarie di primo livello, le vecchie scuole medie.
Nella stessa giornata di ieri, però, migliaia di ragazzi sono scesi in piazza in tutta Italia per contestare la riforma. Momenti di tensione a Milano, con lancio di uova e vernice contro le forze dell’ordine.
Ma parte dell’attenzione del Consiglio dei ministri di ieri era rivolta anche alla questione Rai: “Abbiamo iniziato la discussione della riforma della Rai ma non abbiamo approvato il provvedimento: lo presenteremo nel prossimo Consiglio dei ministri”, ha detto Matteo Renzi in conferenza stampa a palazzo Chigi. “Noi pensiamo alla Rai come a un’azienda che debba essere una delle più grandi aziende culturali d”Europa. Noi siamo orgogliosi della Rai, ma non vogliamo una Rai che stia sempre attenta ai dati dell’Auditel alle 10 di mattina ma che sia capace di rappresentare un pezzo del Paese. Deve essere il grande soggetto che prende in mano gli italiani e li porta nell”era digitale con attenzione ai contenuti, al pluralismo”.

