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Cronache
Incidente aereo in Etiopia, ecco chi era l'archeologo Sebastiano Tusa
Foto: IPA

Incidente aereo in Etiopia, Tusa: archeologia, cultura e passione civile 

A bordo dell'esecutivo siciliano era arrivato nell'aprile dell'anno scorso per occupare la poltrona ai beni culturali che era di Vittorio Sgarbi. I rapporti del critico d'arte con Nello Musumeci non erano mai stati idilliaci; invece Sebastiano Tusa, preceduto da una solida fama di archeologo, 'padre' della Sovrintendenza del mare, con cui aveva strappato dai fondali siciliani tesori inestimabili, aveva subito messo d'accordo tutti. Un tecnico conosciuto e stimato con la passione per la cosa pubblica regionale e la politica.

Nato a Palermo 67 anni fa, si e' laureato in lettere con tesi in Paletnologia presso l'Universita' di Roma "La Sapienza" nel 1975. Con in tasca il Diploma di perfezionamento in archeologia orientale, diventa docente a contratto di Paletnologia presso il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni culturali, indirizzo archeologico, dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli e docente a contratto di Archeologia Subacquea presso il Corso di Laurea in Archeologia navale dell'universita' di Bologna. Coordinatore scientifico e docente del Master Architettura per l'Archeologia di Palermo. Docente presso l'Universita' di Marbourg come Gastprofessor.

E' stato dirigente dell'amministrazione regionale siciliana dal 1993 dopo avere iniziato la sua carriera presso il Museo Pigorini di Roma. Ha rivestito numerosi incarichi dirigenziali presso vari settori dell'assessorato dei Beni culturali della Regione siciliana sia come Dirigente tecnico archeologo sia come Soprintendente di Trapani e del Mare.

Incidente aereo in Etiopia - Tusa: archeologia, cultura e passione civile 

Dal 1972 ha partecipato e diretto missioni e ricerche archeologiche in Italia, Iraq, Iran, Pakistan, Libia, Turchia, Tunisia, Giappone. E' autore di circa 700 tra monografie e saggi scientifici e divulgativi.    Tusa era diretto in Kenia, per un progetto Unesco e, un volta tornato, era pronto per una nuova avventura che aveva voluto con forza. Erano pronti a ripartire nell'Isola, dopo dieci anni, gli scavi archeologici e i loro restauri. Una grande campagna finanziata dalla Regione: otto cantieri nelle province di Palermo, Catania, Agrigento, Trapani, Enna, Ragusa e Messina, in quelle zone della Sicilia che fino a ora hanno ricevuto meno attenzioni, sia in termini di finanziamento per la ricerca, sia per l'inclusione nei grandi circuiti. L'assessorato dei Beni culturali ritiene quest'azione messa in campo un'ulteriore iniziativa strategica per attuare la volonta' di valorizzazione dei siti culturali a torto considerati minori.

"Negli ultimi anni - spiegava Tusa alcuni giorni fa - le attivita' di ricerca e di scavo archeologico in Sicilia sono state condotte principalmente dalle universita' italiane e straniere. Le professionalita' e le capacita' dell'assessorato dei Beni culturali sono state, a causa di una inaccettabile miopia politica, mortificate e relegate a un semplice esercizio di controllo e sorveglianza. Non e' pensabile che le Soprintendenze siciliane, strutture dotate di eccellenti archeologi e tecnici, non avessero la possibilita' di continuare attivita' che ci hanno reso famosi nel mondo"

Caruso : “Con Sebastiano se ne va uno dei più illuminati figli di Sicilia, uno dei più profondi pensatori carico di umanità che avrebbe potuto dare a questa terra mille e mille pagine ulteriori di sapere. Una vita per l’archeologia, per Selinunte”.

Dalle Rose: “Caro Sebastiano voglio pensarti sorridente in fondo al mare, immortale nello spazio di colui per il quale il tempo non è lineare, ma circolare, un tempo che vuole tornare all'origine. È il tempo omerico dell’eterno ritorno.. sarai sempre nei nostri cuori”.

“Sebastiano Tusa era un archeologo militante. Aveva vinto la cattedra di archeologia che lui ha rifiutato preferendo essere un archeologo che si misurava sul campo. Poliedrico e fine osservatore ha scoperto numerosissimi siti archeologici dove mettere a frutto le sue conoscenze di elevato spessore, soprattutto nel campo dell’archeologia preistorica siciliana dove nell’ambito dell’area dello Stretto a Partanna aveva potuto completare la sua formazione di preistorico che già da tempo godeva della sua sapienza, con il suo contributo sulla preistoria siciliana, ancora oggi conosciuta grazie al suo volume che resterà a lungo una pietra miliare per la preistoria siciliana. Professore lo era a prescindere quando comunicava a tutti il suo sapere senza presunzione, con assoluta calma e capacità comunicativa di rara efficacia”. E’ il ricordo molto sentito dell’architetto Enrico Caruso, Direttore del Parco Archeologico di Selinunte ed amico di Sebastiano Tusa.  

Da Tusa padre a Tusa figlio: storia dell’archeologia. Una vita per Selinunte

“Non c’è stato settore che non abbia approfondito con risultati eccellenti, capace di scrivere con felice espressività ha lasciato volumi e scritti che rappresentano delle pietre miliari nel settore archeologico, passando dal testo scientifico a quello divulgativo senza perdere di profondità e facilità comunicativa. Raramente figli di padri importanti riescono ad avere una personalità autonoma e completa come ha fatto lui, diverso dal padre ma non certo secondo.

Come suo padre, che ha dedicato la sua vita a Selinunte – ha concluso Caruso -  dove ha mosso i suoi primi passi nella cultura archeologica, Sebastiano amava Selinunte: qui aveva scoperto un importante tempio a megaron, quello di Hera matronale, nei pressi della Gaggera ed al tempio di Malophoros, abbattuto da un terremoto e che lui ha ricostruito, in modo esemplare, come non si era mai fatto prima con le ricostruzioni dei templi C ed E, che non poche perplessità generano tra gli addetti ai lavori. Purtroppo il museo da lui realizzato nelle Case Messana è stato chiuso, cosa che intendiamo rimediare con una nuova riproposizione ancora più aggiornata e corretta, di cui era a conoscenza e che apprezzava.

Enrico Caruso – Direttore del Parco Archeologico di Selinunte  

Aveva immaginato di lavorare all’anastilosi del tempio G, puntando alla ricostruzione di un angolo e tantissimi altri progetti che dovevano in qualche modo rendere Selinunte sempre più conosciuta e apprezzata. Con Sebastiano se ne va uno dei più illuminati figli di Sicilia, uno dei più profondi pensatori carico di umanità che avrebbe potuto dare a questa terra mille e mille pagine ulteriori di sapere. Con quale rammarico possiamo svegliarci domani sapendo che lui non c’è più, sapendo che non potremo trovare in lui la persona che ascolta i problemi del tuo lavoro e che è sempre pronto a trovare una soluzione per dirimere ogni asperità. Soprintendente e Assessore ha ricoperto le più alte cariche della burocrazia regionale con umiltà, senza vantarsene e senza perdere l’umanità che aveva ereditato da Vincenzo, suo padre, e che faceva di lui un interlocutore privilegiato e affidabile. I beni Culturali saranno meno ricchi adesso che lui ci lasciati”.

Chiara Modica Donà Dalle Rose – le tante esperienze culturali con Tusa.

“Ho appreso in tarda mattina all'aeroporto di Venezia, appena atterrata dopo un lungo viaggio, della tragica scomparsa del Professore e carissimo amico Sebastiano Tusa. Ho chiamato in Sicilia sperando che ci fosse qualche possibilità ancora, nella speranza che non avesse preso quell'aereo ma purtroppo l'epilogo della vita straordinaria di un uomo altrettanto straordinario è stato confermato tra i cieli di Bisofthou. Sono distrutta per la perdita di un amico, un grande studioso, una personalità unica – ha commentato la contessa Chiara Modica Donà Dalle Rose, Presidente della BIAS -  con cui, in questi anni ci siamo reciprocamente sostenuti nella molteplici battaglie a difesa della Sicilia, per una maggiore consapevolezza della sua identità e necessaria tutela.

Mi ha fatto scoprire tante cose di questa terra, dall'archeologia su terra a quella marina, la sua vera grande passione. Dal 2010 ad oggi ha sostenuto senza indugio, con forza e tenacia, senza mai dimenticare la saggezza e il pacato equilibrio sue principale tra le tante virtù di cui era detentore, la tutela del paesaggio dalle colline trapanesi al mare del golfo di Gela. Insieme a lui, con gli studi che ho fondato in questi anni di vita siciliana, l'originario studio Politeama prima e Legalit con il collega avv. Giovanni Puntarello, poi abbiamo contrastato le centrali fotovoltaiche ed eoliche indiscriminatamente progettate su corsi d'acqua e sulle aree archeologiche o vincolate della Sicilia occidentale, ai tempi del mandato a Sindaco di Salemi di Vittorio Sgarbi, e difeso l'autentica unica bellezza del golfo di Gela e dell'intera area sino al Castello di Falconara dell'amico Roberto Chiaramonte Bordonaro contro l'installazione di ben 500 pale eoliche sul mare che avrebbero distrutto a mai più l'intera area archeologica subaquea, a lui tanto carica scenario delle guerre puniche.

Mi unisco alla dolore dei figli, della sorella, del cognato ma soprattutto della moglie Valeria mia cara amica, che insieme a lui ha creduto e fortemente sostenuto tutte le iniziative di WISH WOrld International Sicilian Heritage, in Italia ed all'estero e soprattutto la BIAS, la prima biennale internazionale di arte contemporanea siciliana con un focus in particolare sulla spiritualità degli artisti, in luogo della sua nazionalità. Insieme a Sebastiano ed a Valeria, la biennale che avevo ideato nel 2010 ha preso una dimensione regionale e di grande occasione per il pubblico di fuori e per i giovani siciliani operatori dell'arte.

Anche nei momenti più difficili e più complessi lui ha saputo sostenermi con una parola, un messaggio una telefonata prestandomi sempre una prospettiva migliore, sempre di superamento dell'ostacolo e positiva. il 2018 è stato segnato, infatti, da una intesa attività che mi ha visto fare rinascere grazie al suo impegno ed a quello del direttore del parco archeologico di Selinunte Arch. Enrico Caruso, e ancora prima ai riflettori accessi che aveva posto il precedente Ass. Vittorio Sgarbi, una fortissima rivalutazione e promozione del Parco di Selinunte che ha albergato per oltre sei mesi i padiglioni delle religioni perdute, il padiglione esoterico della'edizione della BIAS 2018. Per oltre sei mesi i turisti che atterravano all'aeroporto di Palermo, grazie a BIAS ed al sostegno accademico di Sebastiano si trovavano il colonnato del tempio C ad attenderli con un grande itinerario che da Selinunte giungeva sino a TIndari e finanche in Egitto ed in Israele Palestina.

La Sicilia sta piangendo la perdita di un uomo semplicemente straordinario che ho avuto il privilegio di conoscere bene. Mi ha insegnato tante cose. Con Valeria e la sua famiglia abbiamo condiviso momenti di grande spessore e di autentica amicizia. Ci mancherà tremendamente. Nonostante la sua notorietà e la sua fama era rimasta una persona semplice, autentica, affabile che aveva sempre un momento per tutti. Ma i ricordi ed i momenti più belli sono quelli più personali davanti ad un bicchiere di vino rosso, a tavola con pochi amici a casa tua con Valeria e i suo i figli.Sebastiano la vita non la misurava in anni, ma nelle strade, nei ponti, nelle montagne e nei chilometri che lo separavano ogni volta dal mare, il suo secondo grande amore, dopo Valeria. Mi ha fatto scoprire la Sicilia e la passione per l'archeologia subacquea, superando i confini dell’immortalità sentendo archeologia come quell'istante eterno che è la scoperta.

Caro Sebastiano voglio pensarti sorridente in fondo al mare, immortale nello spazio di colui per il quale il tempo non è lineare, ma circolare, un tempo che vuole tornare all'origine. È il tempo omerico dell’eterno ritorno.. sarai sempre nei nostri cuori”.

Chiara Modica Donà Dalle Rose – Presidente della Fondazione WISH World International Sicilian Heritage, Direttore della BIAS, Biennale Internazionale di Arte Sacra, membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Venezia, Presidente della Fondazione “Donà Dalle Rose”, Membro del CDA delle Fabbricerie della Cattedrale di Palermo, Fondatore dello Studio Legale Politeama e Studio Legalit.

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