Ha vissuto oltre metà della sua vita rinchiusa, insieme a vari cani e una scimmia, nel garage della famiglia alla quale era stata affidata. Era spesso legata e picchiata, mangiava i resti del cibo delle bestie ed era uscita solo due volte in nove anni. Questa l’angosciante vicenda di cui è protagonista una 15enne argentina, costretta a vivere in condizioni inumane: quando è stata ritrovata dalle autorità pesava solo 20 chili e presentava segni di maltrattamenti e di ritardo mentale.
Una scoperta avvenuta lo scorso novembre, ma divulgata solo adesso dopo che un tribunale ha negato la libertà condizionale a uno dei genitori adottivi, attualmente in carcere insieme alla moglie con l’accusa di sequestro, riduzione in schiavitù e lesioni gravi.
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Secondo la ricostruzione dei fatti della stampa locale, nel 2001 la madre della ragazza – una donna in difficoltà economiche e con già sette figli – l’ha affidata a una coppia che viveva nel quartiere di Villa Lugano, nel sud di Buenos Aires: le due famiglie sono rimaste in contatto solo fino al 2005. Poi una sorella della ragazza, diventata nel frattempo maggiorenne, ha denunciato il caso alle autorità giudiziarie.
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