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Cronache

Il Senato Usa decidera' oggi l'avvio dell'atteso dibattito per inasprire controlli e restrizioni sulle armi. Le probabilita' che si raggiunga un'intesa sono molto aumentate dopo l'annuncio di un accordo bipartisan, un compromesso che punta a evitare l'ostruzionismo dei repubblicani, anche se non risponde alle misure rigorose che avrebbe voluto il presidente, Barack Obama. Quasi quattro mesi dopo il massacro alla Sandy Hook Elementary School in Connecticut, che causo' la morte di sei adulti e 20 bambini, il dibattito sull'uso delle armi e' in prima fila nell'agenda politica statunitense. E gia' oggi il leader della maggioranza democratica al senato, Harry Reid ha messo in programma una votazione procedurale sul disegno di legge generale a cui sara' collegato l'emendamento.

La minaccia di 14 senatori repubblicani di bloccare l'inizio del dibattito sembra allentata dopo che i senatori Pat Toomey (Rep) e Joe Manchin (Dem.) hanno annunciato un'intesa bipartisan. L'accordo, che si voterebbe come un emendamento, prevede di ampliare i controlli sui precedenti del cliente anche alle vendite di armi via Internet e nelle fiere (a differenza di adesso, in cui si richiede il controllo solo quando l'acquisto si fa attraverso un distributore autorizzato). "Abbiamo un accordo su un emendamento che eviti che criminali e le persone mentalmente malate e folli possano ottenere le armi", ha annunciato il senatore democratico. I democratici sperano adesso di ottenere i 60 voti necessari per iniziare il dibattito, che potrebbe durare una o due settimane prima che si arrivi al voto definitivo sulla legge. "C'e' un numero sostanziale dei repubblicani alla Camera che appoggiano la nostra proposta", ha assicurato Tomey in una conferenza stampa. Soddisfatto, seppure non in pieno, Barack Obama "Questa non e' la mia legge, e ci sono aspetti che avrei preferito piu' rigorosi", ha riconosciuto, "pero' l'accordo rappresenta un passo in avanti bipartisan benvenuto e importante". Un altro passaggio chiave delle misure proposte a gennaio da Obama, la proibizione delle armi di assalto, ha creato una profonda divisione tra i legislatori, che invece sembrano concetrati sulla proposta di porre un limite ai proiettili nei caricatori. Del resto, tutti gli sforzi dei democratici hanno trovato una netta opposizione della lobby delle armi, la potente Nra (National Rifle Association), secondo cui queste misure violano il secondo Emendamento della Costituzione, che garantisce il diritto a portare le armi.

L'opposizione dei repubblicani ha fatto si' che il leader della maggioranza democratica al Senato, Reid, escludesse dal dibattito la proibizione delle armi d'assalto, anche se ha lasciato la porta aperta a includerlo di nuovo come emendamento. Lo stesso Obama ha intensificato gli sforzi per convincere i senatori a permettere l'inizio del dibattito, con varie telefonate martedi' e una cena la sera di mercoledi' a Washintgon. Ai suoi sforzi si sono uniti una decina di familiari delle vittime del massacro di Newtowon, arrivati a Washington lunedi' a bordo di un aereo dell'Air Force One e che da allora hanno avuto una serie di incontri con i legislatori. E la stessa 'first lady', MIchelle, si e' unita alla campagna con un discorso in una scuola a Chicago, in cui ha ricordato emozionato il dolore e l'emozione del giorno in cui assistette ai funerali di Hadiya Pendleton, l'adolescente di 15 anni, finita per errore in un fuoco incrociato tra bande rivali, pochi giorni dopo aver partecipato alla sfilata come 'majorette', nel giorno della seconda investitura presidenziali di Obama. "Visitando i Pendleton ai funerali, non potevo credere quanto li sentissi vicini; e mi sono resa conto che la famiglia di Hadiya era come la mia famiglia; e Hadiya Pendleton erom io e io lei", ha detto Michelle, che e' nata e cresciuto in un quartiere operaio di Chicago. La National Rifle Association mercoledi' ha comunque diffuso una dichiarazione per dire che "le verifiche sugli antecedenti non eviteranno la prossima sparatoria, non risolveranno il problema del crimine violenta e non terranno sicuri i nostri figli a scuola".

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