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Cronache

I controlli del Nas dei carabinieri di Napoli sono durati un mese. Tra stabilimenti di produzione, depositi all'ingrosso, ristoranti, panifici e supermercati, i 15 nuclei del Sud Italia hanno ispezionato 1300 strutture. Su queste, 48 sono state chiuse e almeno 390 trovate irregolari. I Nas hanno sequestrato circa 280 tonnellate di alimenti e vino. Erano in cattivo stato di conservazione, insudiciati, depositati in strutture sprovviste dei requisiti igienico-sanitari e senza la documentazione utile per la loro rintracciabilità. Nel corso del servizio, sono state accertate 634 violazioni alle leggi di settore (di cui 80 penali) con sanzioni amministrative pari a 630 mila euro. Quattrocento persone sono state segnalate alle autorità giudiziarie, sanitarie e amministrative.

In particolare, il Nas di Reggio Calabria, in un supermercato della provincia ha trovato e sequestrato due celle frigo in pessime condizioni igieniche, completamente invase da ruggine, liquidi maleodoranti e muffe, anche sulle scaffalature e circa una tonnellata di alimenti scaduti da 3-5 anni (2008) tra cui insaccati, formaggi, panna, pasta fresca e conserve. Salumi e formaggi non avevano l'etichetta o era abrasa, contraffatta, cancellata. Il supermercato è stato chiuso, il titolare è stato denunciato.

A Bari, invece, in un'azienda vitivinicola della provincia, all'interno di un deposito non autorizzato e privo dei requisiti previsti dalla normativa, i Nas hanno sottoposto a sequestro amministrativo 28 mila bottiglie di vino a denominazione di origine controllata privi di capsule di imbottigliamento e della documentazione certificante "Doc" e "Igt", immagazzinati, tra l'altro,in pessime condizioni igieniche con accumulo di sporcizia su pavimenti e pareti. A Palermo, in un'industria di produzione di gelati e di pasticceria surgelata, è stata sequestrata una tonnellata tra pan di spagna, rollè cacao, glasse, cioccolato, tutte scadute da diversi mesi. Arrestato anche un pregiudicato 43enne e un 24enne che vendevano abusivamente interiora di bovino (c.d. stigghiole) utilizzando come deposito un locale, già sottoposto a sequestro. La carne, 6 quintali, era congelata con frigocongelatori allacciati alla rete elettrica pubblica.

I Nas di Taranto, Lecce e Bari, con il comando provinciale di Taranto, e personale medico delle Asl di Taranto e Brindisi, hanno chiuso per gravi carenze igieniche e inadeguatezze strutturali, 6 attività (depositi prodotti ittici e alimenti, azienda agricola con stabilimento di produzione conserve vegetali, caseificio, ristorante) e sequestrato uno stabilimento vinicolo risultato privo di autorizzazione allo scarico dei reflui.

Sequestrati anche 600 chili tra prodotti ittici (cozze, calamari, seppie, polpi) e cacio ricotta, formaggi, ricotta, oltre 1.600 confezioni tra pasta, pomodori pelati, biscotti, bibite, acque minerali, liquori, conservate tra ragnatele, su scaffali metallici arrugginiti, e sotto finestre sprovviste di mezzi idonei a impedire l'entrata di insetti e animali.

Plaudendo all'operazione dei Nas dei carabinieri, la Coldiretti ha fatto sapere che sale al 71 per cento la percentuale di italiani in allarme nel 2013 per le alterazioni, le contraffazioni e le falsificazioni dei prodotti alimentari anche per effetto di una crisi che ha determinato un forte taglio alla spesa alimentare delle famiglie e un orientamento verso il 'low cost' con minore garanzie di sicurezza.

L'operazione de carabinieri - sottolinea la Coldiretti - è particolarmente rilevante nel Mezzogiorno dove si registra la maggiore incidenza delle spese familiari per l'alimentazione sul totale (25 per cento) rispetto alla media nazionale del 19 per cento. Nel solo primo trimestre del 2013 - conclude - sono stati effettuati sequestri di prodotti alimentari per un valore di 112,6 milioni di euro secondo i dati del comando carabinieri per la tutela della salute (Nas).

GLI SCANDALI ALIMENTARI PRECEDENTI

Un nuovo scandalo alimentare fa rabbrividire gli amanti della carne bianca. “Natural news” ha pubblicato l'esito di analisi svolte su alcuni campioni della carne di pollo dei bocconcini McNuggets di un ristorante McDonald ad Austin, in Texas. L'esito non è stato rassicurante vista la presenza di filamenti sintetici e non, particelle sferiche di colori artificiali e elementi che nulla hanno a che vedere con la carne.

"Quello che ho trovato - spiega Mike Adams del Natural News Forensic Food Laboratory - mi ha sconvolto. Ho visto un sacco di cose strane in tanti anni, occupandomi di alimenti e di nutrizione, ma non mi aspettavo di trovare strane fibre simili nella struttura ai capelli all'interno dei polli".

Come mostrano le fotografie, sono stati trovati filamenti simili a quelli trovati nei malati di Morgellons. Abbiamo individuato strutture simili a capelli neri scuri e strutture blu a forma di uovo con annesse altre fibre. I campioni sono stati congelati per essere conservati come prove forensi. Abbiamo anche trovato macchie rosse ed un oggetto sferico che ricorda le alghe verdi.

Gli scienziati non sono sicuri che queste fibre rendano i cibi che le contengono poco sicuri per i consumatori, ma spingono per un'indagine da parte della Food and Drug Admistration.

Da naturalnews.com

CERVELLO NELLA PASSATA DI POMODORO...

 

Dallo scandalo di cavallo a quello di montone

 


Pezzi di cervello nella passata di pomodoro. E’ quanto rivelato da Julleen Marter una mamma 47enne, che mentre stava preparando chili con carne per i suoi tre bambini ha fatto la disgustosa scoperta. “Ho capito che c'era qualcosa sul fondo della scatola diverso dal solito, così l'ho tagliata e con mio orrore ho scoperto qualcosa che posso solo descrivere come strano”, ha raccontato la donna, aggiungendo “alla vista sembrava materia grigia”.

La donna anche se ammette che non può sapere con precisione cosa sia afferma che la visione di quella materia grigia ha quasi vomitato e gli è sembrato di essere in un film dell’orrore. Sulla materia trovata ora verranno effettuati dei test.

La Lidl attende i risultati dei test - La donna ha raccontato inoltre che quando ha chiamato il servizio clienti della Lidl dove aveva acquistato il prodotto, l’uomo a cui ha raccontato l’accaduto si è preso gioco di lei e ha cercato di minimizzare. “Il consulente ridacchiò e mi ha detto che era probabilmente solo un pomodoro” ha sottolineato Julleen Marter, che si è detta sicura che non comprerà più nulla in quel negozio.

La donna ha fatto sapere di non volere risarcimenti ma che ha reso pubblica la sua storia perché quei prodotti potrebbe essere dannosi per la salute di tutti. Dalla Lidl fanno sapere che hanno preso la questione sul serio e che stanno attendendo i test dell’ufficio di salute ambientale per capire di cosa si tratta.

Fonte: fanpage.it

DALLA CARNE DI CAVALLO AI FISH & CHIPS, ECCO GLI ALTRI RECENTI SCANDALI ALIMENTARI

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