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Cronache


 

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Il critico Vittorio Sgarbi non ha diffamato l'ex responsabile nazionale della Uil beni culturali Gianfranco Cerasoli, originario dell'Aquila, dandogli dell'omosessuale in un servizio andato in onda sul Tg3 oltre 3 anni fa. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari dell'Aquila, Marco Billi, accogliendo la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero.

Ilo procedimento giudiziario era nato da una querela nei confronti di Sgarbi presentata da Cerasoli, attualmente responsabile delle relazioni industriali della Siae e che all'epoca aveva criticato la nomina del critico a soprintendente del Polo museale di Venezia. Dopo l'interessamento di Cesaroli anche la Corte dei Conti iniziò ad occuparsi della nomina del ministro Bondi, provocando il risentimento del critico che mandò anche numerosi sms al sindacalista aquilano, chiedendogli in maniera provocatoria come mai fosse tanto interessato al suo caso e insinuando appunto che fosse gay.

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