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Siccità, via libera dal Cdm allo stato d’emergenza per 5 regioni

Coldiretti Lombardia: colpite 44mila imprese agricole. Si stimano già cali rese: frumento e orzo (-30%), foraggi (-40%)

Siccità, via libera dal Cdm allo stato d’emergenza per 5 regioni
siccità fiume in secca negli usa
Il Consiglio dei ministri si riunirà alle ore 18.00 a Palazzo Chigi per deliberare lo stato d’emergenza per la Siccità nelle aree maggiormente colpite. Lo rende noto Palazzo Chigi.

Siccità, Cdm per deliberare lo stato d’emergenza

Il Consiglio dei ministri, nel corso di una riunione durata pochi minuti, ha approvato la dichiarazione dello stato di emergenza in relazione al deficit idrico in atto nelle regioni ricadenti nel bacino del Po e delle Alpi orientali: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna.

Secondo quanto si apprende sono stati stanziati dal Consiglio dei ministri 10,9 milioni per l’Emilia Romagna, 4,2 milioni per il Friuli Venezia Giulia, 9 milioni per la Lombardia, 7,6 milioni per il Piemonte e 4,8 milioni per il Veneto.

E’ quanto spiega in una nota la Coldiretti Lombardia in attesa delle decisioni del governo sul fronte dell’emergenza idrica. La mancanza di pioggia nel 2022 sta avendo un impatto negativo importante sulle produzioni agricole lombarde e “si stimano già cali nelle rese del 30% su frumento e orzo, mentre arrivano già fino al -40% sui foraggi che servono all’alimentazione degli animali” continua Coldiretti, aggiungendo che “si temono inoltre produzioni quasi dimezzate per il mais e la perdita di un terzo del riso”.

“Nelle stalle, poi, le mucche stressate dal caldo afoso stanno producendo fino al 20% in meno di latte, con gli allevatori che per cercare di rinfrescarle tengono accesi ventilatori e impianti di raffrescamento con un conseguente aumento delle spese” prosegue l’associazione degli agricoltori, evidenziando che “Siccità e caldo minacciano anche le mandrie che risalgono verso i pascoli di montagna in cerca di erba e temperature più fresche, con la mancanza di piogge che rischia di seccare i prati e abbassare le falde”. Si tratta di uno scenario allarmante – conclude la nota – soprattutto se si pensa che in Lombardia si producono oltre il 40% del riso made in Italy, il 45% del latte e il 34% di tutto il mais nazionale, ma si allevano anche la metà dei maiali italiani”.

SICCITA’: ALLEVATORI (AIA), ‘SERVE STATO CALAMITA’ E GESTIONE DISPONIBILITA’ IDRICA’

L’Associazione Italiana Allevatori (Aia) reitera le richieste di interventi straordinari del settore per l’emergenza siccità, ossia che venga proclamato lo stato di calamità naturale ma “c’è una partita più strutturale sulla gestione della disponibilità idrica che deve essere assicurata sia per le colture che per l’allevamento”.

Ad affermarlo all’Adnkronos è Mauro Donda, direttore generale di Aia (Associazione Italiana Allevatori) precisando che “non è affatto vero che per produrre un chilo di carne occorrono 15mila litri di acqua, considerando che il 95% dell’acqua piovana torna in falda” rispondendo così indirettamente alle fake news di chi coglie l’occasione per dire di non mangiare carne e chiudere gli allevamenti per ridurre il fabbisogno idrico. L’associazione inoltre aiuta gli allevatori a gestire con varie tecniche lo stress da caldo che sta colpendo i bovini e altri animali nelle stalle, a monitorare il benessere degli animali ed inoltre a lungo termine la selezione di animali più tolleranti al caldo e per una migliore efficienza alimentare.