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Metal detector e Patriot Act. Così l’Italia si difende dal terrore

ANALISI/ Dalla stretta sul web ai controlli negli stadi. Dai metal detector a Venezia alla polizia sulle spiagge romagnole. Prende corpo il “Patriot Act” all’italiana. Così l’Italia si prepara a far fronte all’emergenza terrorismo

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“Tutti dobbiamo esser pronti a cedere una parte delle nostre libertà difronte al rischio terrorismo”. Parola di Franco Roberti, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. “La libertà delle comunicazioni può essere ridimensionata” ha detto ancora Roberti a Lucia Annunziata durante il programma televisivo “In mezz’ora”. L’attacco militare a Parigi rivoluzionerà per forza di cose la politica europea in materia di sicurezza e la stessa cosa accadrà anche in Italia. E i cambiamenti in materia di sicurezza coinvolgeranno inevitabilmente, come preannunciato da Roberti, la sfera della privacy e della libertà di comunicazione. Dagli strumenti giudiziari alle azioni delle forze di polizia, dalla stretta sulle carceri fino alle iniziative degli enti locali. Ecco come l’Italia si prepara a fronteggiare il terrorismo.

STRUMENTI GIUDIZIARI – L’annuncio di Roberti è particolarmente importante perché apre alla concreta eventualità che vengano introdotte nuove misure normative volte a rafforzare la sicurezza, qualche volta a scapito della privacy. Le espulsioni dei sospetti diventeranno molto più semplici. L’idea, anche europea, è quella di intensificare di parecchio il controllo sul web. Monitoraggio di email, navigazioni sulla Rete e ovviamente dei social network sono in cima alla lista. Insomma, in un certo senso si paventa una sorta di “Patriot Act” all’italiana, o all’europea dove tutti saremo più controllati e auspicabilmente saremo tutti più sicuri anche se l’efficacia di un programma di questo tipo, ispirato a quanto successo negli Usa nel post 11 Settembre, è tutta da dimostrare.

MOBILITAZIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE – Non solo. Prima ancora delle preventivate nuove norme sul controllo della Rete si punta ad aumentare la mobilitazione delle forze dell’ordine, a patto ovviamente che il governo Renzi investa sulla sicurezza. Sul tavolo ci sono l’aumento dei controlli nei luoghi pubblici potenzialmente obiettivi terroristici, l’aumento dell’impegno nei cieli, alle frontiere o agli stadi. La volontà è anche quella di aumentare i controlli a tappeto negli ambienti considerati a rischio. Certo a preoccupare è anche l’avvio del Giubileo alle porte, con molte forze di polizia che saranno trapiantate a Roma lasciando un po’ scoperte altre zone del territorio ma ora c’è bisogno di risposte forti e per questo tutte le associazioni di categoria, e non solo, investono il governo a fare in fretta.

METAL DETECTOR A VENEZIA E POLIZIA IN SPIAGGIA – Anche gli enti locali non stanno a guardare e si organizzano per assicurare un controllo migliore e una prevenzione più profonda dei rischi. In Veneto il governatore Luca Zaia ha subito chiesto misure straordinarie e urgenti antiterrorismo in vista del Carnevale di Venezia, al via il prossimo 23 gennaio. Il governatore vuole accelerare e intensificare le identificazioni di qualsiasi potenziale rischio. Tra le altre idee di Zaia c’è anche quella di approntare dei metal detector all’ingresso del capoluogo veneto. Anche altrove ci sono iniziative antiterrorismo in campo. Nei luoghi di maggiore interesse turistico come Assisi e Pompei sono stati rafforzati i controlli. A Roma messe sotto stretta osservazione le zone della movida di Trastevere, Pigneto e San Lorenzo. In Emilia Romagna invece si pensa già alla prossima estate e si teme per la riviera. L’assessore al Turismo regionale, Andrea Corsini, ha ammesso di pensare a quanto accaduto a Tunisi la scorsa estate, quando i terroristi arrivarono via mare e aprirono il fuoco sui turisti in spiaggia.