A- A+
Cronache
sigaretta elettronica 2

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

E' uno dei pochi business che, nonostante la crisi, funziona. Ora però il governo pensa a divieti e nuove tasse. "La sigaretta elettronica dà fastidio, tocca gli interessi di molte lobby", spiega Umberto Roccatti, ad di Puff (leader europeo del settore) in un'intervista ad Affaritaliani.it. "Giusto il divieto in scuole e ospedali ma sui luoghi pubblici non siamo d'accordo. Il fumo elettronico passivo non è dannoso". Nessun rischio per la salute? "Le e-cig non sono cancerogene. La nicotina può creare dipendenza, ma se è per questo lo fanno anche altre sostanze. Basta usare un po' di buon senso. Passare da 25 'bionde' tradizionali al giorno al fumo elettronico fa guadagnare dieci anni di vita". Sul rapporto con i tabaccai: "Ci accusano del loro calo delle vendite ma non si possono mettere le mani su un settore costruito con il sudore di imprenditori che danno lavoro a più di 10 mila persone. Tassare un business che continua a crescere nell'export sarebbe assurdo..."

 

GUERRA SULLE ACCISE E I DUBBI PER LA SALUTE. TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SULLE E-CIG NELLO SPECIALE DI AFFARITALIANI.IT

Umberto Roccatti, in questi giorni si parla molto di fumo elettronico. E si parla molto di divieti e normative stringenti. Qual è la sua posizione sulle iniziative che sta prendendo il governo Letta?

Tutto è partito da un'informazione falsa: non è vero che in Francia la sigaretta elettronica è vietata nei luoghi pubblici. Noi siamo assolutamente d'accordo che non si possa fumare elettronico dove c'è un assembramento di gente. Quindi è giusto vietarla quindi sui mezzi di trasporto, dove c'è la possibilità di confonderla con un incendio. Invece oer quanto riguarda i luoghi pubblici non siamo d'accordo. La sigaretta elettronica non produce fumo passivo dannoso per le persone e ci sono parecchi studi scientifici che lo dimostrano. Non c'è tossicità nel vapore espirato.

 

 

Umberto Roccatti AD PUFF (Istituzionale)Umberto Roccatti, Ad Puff

Però anche la saigaretta elettronica contiene nicotina...

 

Sì, ma la nicotina, l'unico elemento sensibile della sigaretta elettronica, è un componente voltaile che non viene espirato ma che viene immediatamente assorbito dal corpo. Non esiste possibilità di alcun tipo di contaminazione dell'ambiente con il fumo elettronico. Certo, quando parliamo di scuole oppure di ospedali diciamo di sì nel vietarle ma per il resto non siamo d'accordo. Noi non è che siamo a favore di fumare sempre e dovunque.

Fumando le sigarette elettroniche non si corre dunque nessun rischio per la propria salute?

Noi di Puff siamo in contatto con numerosi ricercatori e la maggior parte della medicina è a favore della sigaretta elettronica. E' uno strumento che riduce i rischi in maniera incredibile. Non c'è nulla di cancerogeno. Il cancro ai polmoni fa 32 mila morti all'anno in Italia. La sigaretta elettronica non è cancerogena. L'unico componente sensibile è la nicotina. Come l'alcol, come il gioco e come tutte le cose che possono creare dipendenza va vietata ai minori. Ma la componente cancerogena non esiste.

Il ministro Lorenzin ha detto che anche la sigaretta elettronica può causare dipendenza. Come giudica l'approccio del nuovo ministro della Salute all'argomento?

Siamo abbastanza allienati con le autorità. Chiediamo un tavolo serio e strutturato per inquadrare al meglio una normativa specifica. Però non si può creare un tono di demonizzazione intorno a un prodotto che porta le persone da un vizio mortale a un gesto di semplice esigenza. Anche altre sostanze possono creare dipendenza... La nicotina va consumata, come tutte le cose, con buon senso.

Il rapporto con i tabaccai com'è?

E' complicato perché i tabaccai usano la sigaretta elettronica come scusa per giustificare il calo delle vendite che invece va ricondotto anche alla crisi, al passaggio dalle sigarette tradizionali al tabacco tranciato e al contrabbando... Non si può buttare la croce addosso alla sigaretta elettronica e non ci si può impossessare di un settore costruito con il sudore di imprenditori che tra l'altro danno lavoro a più di 10 mila persone.

Lei che definizione darebbe della sigaretta elettronica?

In inglese si dice "smoking replacement strategy". E' un'alternativa al modo di fumare che dà la stessa sensazione ma senza elementi cancerogeni. Non è una terapia per smettere di fumare, ma un suo metodo alternativo.

Chi sono i nemici del fumo elettronico?

La sigaretta elettronica tocca gli interessi di svariate lobby. Noi non è che accusiamo nessuno di piani o strategie contro di noi però non si può tassare un prodotto che crea benessere. Lo sostiene anche il professor Tirelli (direttore del dipartimento di Oncologia dell'istituto tumori di Aviano, ndr): per chi fuma 25 sigarette al giorni sostituire il fumo tradizionale con quello elettronico significa guadagnare dieci anni di vita. Ci sono aziende che creano lavoro e stanno raggiungendo un livello internazionale. La mia azienda opera in sette paesi. L'Italia ha il miglior know how al mondo in questo settore e l'export cresce sempre di più. E noi vogliamo tarpare le ali a tutto questo? Non avrebbe senso.

Tags:
sigaretta elettronicafumo
Loading...
Loading...

i più visti




Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Mercedes Nuova CLS: look più sportivo e stile tailor made

Mercedes Nuova CLS: look più sportivo e stile tailor made


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.